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2015

Vertenza Petkovic: parti lontane, si ricomincia il 26 gennaio

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AGGIORNAMENTO ORE 19 – E’ terminata poco dopo le 16  presso la sezione Lavoro del Tribunale di Tivoli, giudice Livio Sabatini, l’udienza che vedeva di fronte la S.S. Lazio, rappresentata dall’avvocato Gian Michele Gentile, e il ricorrente Vladimir Petkovic, difeso oggi da Otello Pontini, componente dello staff legale del tecnico della nazionale svizzera. Come vi avevamo annunciato, le parti non hanno raggiunto alcuna intesa quindi adesso si procederà con l’intera fase istruttoria al cui centro verte il ricorso dell’ex tecnico della Lazio, “licenziato” per giusta causa da Claudio Lotito nel gennaio 2014. La prossima udienza è stata fissata per il 26 gennaio 2016, in quell’occasione inizierà il dibattimento e saranno calendarizzate le audizioni dei testimoni, rispettivamente per Petkovic i suoi ex collaboratori Manicone (Vice) e Rongoni (prepratore atletico), mentre la Lazio ha puntato sul ds Tare, il segretario generale Calveri e il team manager Manzini.  L’allenatore bosniaco chiede il pagamento dei sei mesi di stipendio tra gennaio e giugno 2014, oltre ad un risarcimento danni, il tutto per una cifra di poco superiore al milione di euro.  Le difficoltà maggiori non sarebbero legate alla somma – un accordo alla fine sarebbe anche stato trovato – ma piuttosto alle modalità eventuali con cui ripartire la cifra da corrispondere al tecnico del 26 maggio 2013. L’ostacolo maggiore sarebbe di natura fiscale, imputando ad esempio una grande parte della cifra a titolo di remunerazione, la Lazio dovrebbe pagarci anche le relative tasse, importo che diminuirebbe se la quota destinata al danno di immagine venisse alzata. Ovvio che la richiesta di risarcimento per danni di immagine non può essere consistente in quanto Petkovic già nell’estate 2014 aveva firmato come selezionatore della nazionale elvetica. Un particolare inedito sarebbe emerso nelle ultime ore. Se la la causa davanti alla giustizia ordinaria è stata attivata da Petkovic, quella davanti al collegio arbitrale l’avrebbe dovuta innestare Claudio Lotito. La Lega di serie A infatti non ha in essere un accordo collettivo per gli allenatori, da questo fatto discende l’inesistenza dei collegi arbitrali ai quali il presidente della Lazio, in teoria, si sarebbe dovuto rivolgere per vedersi attestata l’esistenza della giusta causa alla base del licenziamneto di Petkovic; se infatti le violazioni disciplinari vengono demandate alla Procura Federale Figc, tutto quanto concerne cause economiche e vertenze di lavoro compete ai collegi arbitrali della Lega Calcio. Giova ricordare che l’eventuale secondo grado si svolgerebbe davanti alla Corte d’Appello di Roma.

Fonte: Gianluca La Penna, Lazio Family

 

Alle ore 13.00 l’udienza presso la sezione Lavoro del Tribunale di Tivoli, giudice Livio Sabatini, non era ancora iniziata. La S.S. Lazio, rappresentata dall’avvocato Gian Michele Gentile, e il ricorrente Vladimir Petkovic, difeso oggi da Otello Pontini, componente dello staff legale del tecnico della nazionale svizzera, oggi pomeriggio tenteranno ancora una volta di trovare un’intesa per evitare di procedere con l’intera fase istruttoria – testimoni e nuove prove documentali – che allungherebbE la vicenda giuridica al cui centro c’è il ricorso dell’ex tecnico della Lazio, “licenziato” per giusta causa da Claudio Lotito nel gennaio 2014.

L’allenatore bosniaco chiede il pagamento dei sei mesi di stipendio tra gennaio e giugno 2014, oltre ad un risarcimento danni, il tutto per una cifra di poco superiore al milione di euro. Al momento un accordo tra le parti appare decisamente improbabile, le difficoltà maggiori non sarebbero legate alla somma, ma piuttosto alle modalità eventuali con cui ripartire la cifra da corrispondere al tecnico del 26 maggio 2013. L’ostacolo maggiore sarebbe di natura fiscale, imputando ad esempio una grande parte della cifra a titolo di remunerazione, la Lazio dovrebbe pagarci anche le relative tasse, importo che diminuirebbe se la quota destinata al danno di immagine venisse alzata. Ovvio che la richiesta di risarcimento per danni di immagine non può essere consistente in quanto Petkovic già nell’estate 2014 aveva firmato come selezionatore della nazionale elvetica.

Un particolare inedito sarebbe emerso nelle ultime ore. Se la la causa davanti alla giustizia ordinaria è stata attivata da Petkovic, quella davanti al collegio arbitrale l’avrebbe dovuta innestare Claudio Lotito. La Lega di serie A infatti non ha in essere un accordo collettivo per gli allenatori, da questo fatto discende l’inesistenza dei collegi arbitrali ai quali il presidente della Lazio, in teoria, si sarebbe dovuto rivolgere per vedersi attestata l’esistenza della giusta causa alla base del licenziamneto di Petkovic; se infatti le violazioni disciplinari vengono demaNdate alla Procura Federale Figc, tutto quanto concerne cause economiche e vertenze di lavoro compete ai collegi arbitrali della Lega Calcio. Salvo sorprese quindi oggi il giudice Sabatini, in mancanza di un accordo, dovrebbe fissare una nuova udienza per continuare la fase dibattimentale; l’evntuale secondo grado si svolgerebbe davanti alla Corte d’Appello di Roma.

Fonte: Gianluca La Penna – Lazio Family