La Lazio e i tifosi, un amore messo a dura prova nel 2015

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 “Con le barriere e gli ostacoli si azzerano la passione e l’aggregazione, due valori fondamentali nello sport. Le due tifoserie romane chiedono soltanto rispetto. E’ il momento che tutti facciano un passo indietro“. Queste le parole pronunciate da Giuseppe Capua in una lettera pubblicata oggi da Il Corriere dello Sport. Oltre ai numeri che riguardano il campionato è impensabile non parlare della tifoseria biancocleste. La prima parte dell’anno l’immagine dello Stadio Olimpico era spettacolare, pieno di tifosi trascinati da quella squadra che ha fatto emozionare, che ha regalato traguardi come i preliminari di Champions e il terzo posto in classifica. Come è possibile che tutto sia cambiato? Come è possibile che adesso ci sia il vuoto più completo? Indubbiamente le forti restrizioni delle Curve hanno contribuito: quelle barriere proprio non sono andate giù ai tifosi e poi, come se già questo non fosse abbastanza ci si è messa anche la Lazio. Pochi risultati, poco gioco, poche soddisfazioni e soprattutto poco entusiasmo. Che poi si sa, il tifoso non è che protesta per i risultati che non arrivano, anche per quelli, ma è soprattutto per il modo in cui non arrivano. I tifosi hanno contestato alla squadra il poco impegno, lo scarso senso di appartenenza e una reazione appena percettibile. Il 2016 servirà a ripartire, a riconquistare i tifosi e a ritrovare quell’amore tra la Lazio e i giocatori, un’amore mai finito ma messo ultimamente a dura prova.

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