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Stendardo: «Con la Lazio ricordi indelebili, sempre nel mio cuore»

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Ai microfoni di gianlucadimarzio.com, Stendardo ha rilasciato un’intervista in cui ripercorre le tappe della sua carriera tra cui la Lazio

Ai microfoni di gianlucadimarzio.com, Stendardo ha rilasciato un’intervista in cui ripercorre le tappe della sua carriera tra cui la Lazio:

ESORDIO IN SERIE A – «L’esordio in Serie A a 17 anni credo che tutt’oggi sia il più giovane con la maglia del Napoli, e questo per me è motivo di grande orgoglio. Ho avuto la fortuna di fare tutto il settore giovanile nella mia città e poi a 17 anni, dopo aver fatto l’esordio, mi sono trasferito a Genova alla Sampdoria. Credo che Napoli per me sia stato importante sotto tutti i punti di vista, anche umano. Sono esperienze che ricordo sempre con grande affetto e amore»

LAZIO – «Con la Lazio abbiamo ottenuto la Champions League e fatto cose importanti. Abbiamo raggiunto risultati inimmaginabili, nel 2007 riuscimmo ad arrivare terzi in campionato. Ce la giocammo in Champions con il Real Madrid, una partita che finì 2-2 in un Olimpico strapieno. Sono ricordi indelebili che conservo sempre nella mia mente e nel mio cuore. Confrontarsi con i migliori è sempre motivo per imparare cose nuove. Quella alla Lazio la ricordo come l’esperienza più importante, anche perché poi oggi vivo e lavoro a Roma, dunque questa città per me è il centro di tutti i miei interessi, anche attuali. Ricordo tutti i momenti alla vigilia dei derby di Roma, partite molto sentite nella Capitale. Ho anche avuto la fortuna di giocare con Paolo Di Canio, che era un vero tifoso della Lazio e quindi mi preparava in modo incredibile. Credo che quelli siano stati i momenti più belli, giocare i derby a Roma penso che sia una delle cose migliori che un calciatore possa vivere»

JUVE – «Sono esperienze importanti, perché la Juventus è una società che è sempre stata un esempio, non solo per quanto riguarda i risultati sul campo. Per me arrivare a Torino dopo la parentesi alla Lazio è stato un momento importante della mia carriera. Buffon, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Nedved, ho avuto la fortuna di conoscere giocatori davvero forti che facevano la differenza. Dunque è stata un’esperienza sportiva importante anche se il mio obiettivo era quella di tornare a Roma, ovvero la città nella quale avrei vissuto e avrei continuato a lavorare anche per il futuro»

GASPERINI E ATALANTA – «Gasperini è un tecnico che ha saputo plasmare un gruppo di giovani scelti molto bene dalla società. È un mister davvero bravo a gestire tanti giocatori forti. Il punto forte dell’Atalanta è Antonio Percassi, un uomo lungimirante, un grande imprenditore ma soprattutto un ex calciatore che conosce perfettamente questo mondo. È riuscito a fare dell’Atalanta un piccolo gioiello, e che ormai non è più una sorpresa. Ogni anno dimostra di essere una grande squadra ed è diventata una realtà europea di primissimo livello. Oltre ai risultati sul campo, è una società modello anche per l’aspetto economico poiché riesce a tenere sempre sotto controllo i conti. È davvero un punto di riferimento per quanto riguarda la struttura societaria. Poi Bergamo vive di calcio, i bergamaschi sono una tifoseria molto vicina alla squadra, e questo aiuta soprattutto nei momenti più delicati»

LOTTA SCUDETTO – «Quelle che sono lì davanti possono lottare tutte per la vittoria finale. Al momento l’Inter, il Napoli e il Milan sembrano avere un minimo di vantaggio rispetto all’Atalanta, ma è una distanza che si può colmare considerando soprattutto i prossimi scontri diretti. È tutto in gioco, tutte le squadre che sono lì davanti esprimono un bel calcio e possono lottare per il titolo»

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