
L’analisi di Luca Salerno: il conduttore commenta l’ottimo avvio stagionale e la situazione tra Claudio Lotito e i tifosi
L’inizio di stagione della Lazio continua a sorprendere e a raccogliere commenti anche da parte degli addetti ai lavori. Ai microfoni di Radiosei è intervenuto Luca Salerno, conduttore e volto storico della Rai, che ha analizzato il rendimento della squadra biancoceleste guidata da Gennaro Gattuso. Nel corso del collegamento, Salerno ha dedicato spazio anche al rapporto tra il presidente Claudio Lotito e la tifoseria laziale, soffermandosi sul clima che accompagna il percorso della squadra dentro e fuori dal campo. Vi riportiamo le dichiarazioni:
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AVVIO TORNEO – «Questo avvio di stagione rappresenta una sorpresa decisamente positiva. Non soltanto perché il mercato era stato accolto con diverse critiche, anche perché sarebbe più corretto parlare di operazioni che dovranno essere confermate dai riscatti, ma anche per il rendimento di Gattuso. Il suo arrivo non era stato accompagnato da aspettative particolarmente elevate e non c’erano state grandi premesse positive attorno al suo incarico».
CALENDARIO – «È stata creata un’alchimia che finora ha funzionato, anche se bisogna riconoscere che il calendario ci ha dato una mano. Fatta eccezione per il Milan, abbiamo affrontato avversarie sulla carta dello stesso livello. La squadra è stata brava a ottenere vittorie importanti, soprattutto in trasferta, dove ha convinto quasi sempre, a parte la gara di Venezia nella quale c’è stato anche un pizzico di fortuna. Sul fronte extracalcistico, invece, non mi sembra sia cambiato nulla: anzi, la situazione sembra essersi ulteriormente irrigidita, con il confronto arrivato anche su un piano giudiziario. Siamo tornati esattamente al punto in cui avevamo lasciato prima dell’estate».
RAPPORTO LOTITO TIFOSI – «Nel rapporto tra Lotito e i tifosi vedo una sorta di continuo alternarsi tra aperture e chiusure. Da una parte ci sono segnali formali, come l’allenamento aperto ai tifosi, dall’altra decisioni che sembrano andare nella direzione opposta, come Lazio-Arezzo disputata a porte chiuse durante una sosta di tre settimane. Per un tifoso che vorrebbe seguire la squadra e vedere da vicino i propri giocatori significa vivere un’ulteriore distanza. Sembra esserci un cambio di atteggiamento continuo. Alla base, però, credo ci sia una convinzione diffusa tra molti tifosi della Lazio: a Lotito del rapporto con il popolo laziale non interessa, e non è una cosa nata oggi. In 22 anni non ricordo una vera vicinanza di Lotito nei confronti della tifoseria biancoceleste».