Multe cancellate, Lotito si difende: «Ero sotto scorta, la cancellazione era regolare»

Lotito
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Il Presidente Lotito si difende dall’accusa per concorso in falso e truffa, nell’ambito dell’indagine su un presunto giro di multe illegalmente cancellate

Anche il presidente Lotito tra 197 indagati dalla Procura di Roma nell’ambito di un’indagine su un presunto giro di multe illegalmente cancellate. L’accusa per concorso in falso e truffa è stata già smentita dallo stesso patron biancoceleste, tramite un comunicato diramato dal canale ufficiale della Lazio. Tramite Il Messaggero ha inoltre fatto chiarezza sulla situazione e sulla sua posizione: «Stavo sotto scorta e per non gravare sullo Stato ho usato le auto mie, ma ti pare che mi faccio cancellare le multe? Uno come me? Le multe sono del 2009. Le cartelle esattoriali sono del 2012, nel 2014 c’è stato lo scarico del verbale. E secondo te io vado a farmi levare la multa dopo 5 anni? Ma chi ci crede». Al dirigente viene poi ricordato che le auto risultano intestate ad aziende a lui riconducibili: «Certo, ma sono società che si occupano di vigilanza armata. Le mie auto erano conosciute alla Polizia, alla Questura, lo sapevano tutti, ci sono i documenti. Abbiamo comprato queste macchine intestate alle mie società e le guidava un poliziotto. Però questo prendeva le multe, magari per le Ztl. Ma la cancellazione era regolare, ci sono pure i documenti ufficiali del reparto scorte». 

E poi conclude: «È verosimile che possa andare in Comune a farmi levare le multe? Con quello che verso allo Stato ogni anno, con i 6 milioni che pago ogni volta al Fisco, addirittura in anticipo».