
Massimo Maestrelli racconta il primo incontro con Gennaro Gattuso e si sofferma sulla contestazione dei tifosi oltre sulle possibili ambizioni della Lazio
L’avvio di campionato della Lazio di Gennaro Gattuso continua a suscitare entusiasmo e ad alimentare paragoni importanti con il passato biancoceleste. Tra le voci più autorevoli per raccontare questo momento c’è quella di Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, l’allenatore dello storico primo scudetto conquistato nel 1974.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Maestrelli ha ricordato quando conobbe l’attuale tecnico laziale, allora giovanissimo calciatore del Perugia: «Lui aveva solo 18 anni e giocava nella Primavera del Perugia. Aveva legato tantissimo con Marco Materazzi: era al Perugia con lui e io e mio fratello avevamo all’epoca la procura di Marco. Lo portava all’Olimpico a vedere la Lazio sperando che diventasse tifoso biancoceleste».
Il paragone tra Gattuso e Tommaso Maestrelli: la gestione dello spogliatoio
Secondo Massimo Maestrelli, uno degli aspetti che accomunano Gattuso a suo padre riguarda soprattutto l’attenzione riservata ai calciatori e la capacità di costruire un gruppo compatto. Un elemento fondamentale per alimentare il senso di appartenenza e trasformare lo spogliatoio in uno dei punti di forza della squadra.
Ma a sorprendere è anche la qualità della proposta calcistica dell’attuale allenatore biancoceleste: «È stato una piacevole sorpresa. Tutti pensano a lui come un allenatore che sa infondere tenacia e determinazione ai giocatori. Oltre a queste caratteristiche la sua Lazio però ha anche un gioco molto bello e moderno». Parole che certificano l’apprezzamento per il lavoro svolto a Formello, dove Gattuso sta cercando di costruire una squadra capace di abbinare intensità, organizzazione e qualità tecnica.
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Maestrelli esalta Frattesi e Tavares: sorprendono anche Noslin e Belahyane
L’analisi di Maestrelli si è concentrata anche sui protagonisti di questo inizio di stagione. Tra conferme importanti e giocatori capaci di andare oltre le aspettative, sono diversi i biancocelesti che hanno attirato la sua attenzione:
«Frattesi è un top. Tavares, a questi livelli, è un giocatore incredibile. Ma a me stanno piacevolmente sorprendendo pure elementi come Noslin e Belahyane che non sembravano poter offrire un rendimento del genere». Un riconoscimento significativo soprattutto per Tijjani Noslin e Reda Belahyane, protagonisti di una crescita che sta contribuendo al rendimento collettivo.
Lazio, dal precedente in Coppa Italia al sogno Flaminio
Tra i parallelismi con il passato emerge anche quello legato alla Coppa Italia. L’eliminazione della Lazio contro il Mantova aveva alimentato il pessimismo nell’ambiente, ma Maestrelli ha ricordato un episodio simile vissuto dalla squadra allenata dal padre:
«Al primo anno di A, in estate fu eliminata in Coppa Italia dal Taranto che giocava in Serie B al Flaminio. Sarebbe bello che ci tornasse a giocare la Lazio. E sarebbe poi meraviglioso se portasse il nome di mio padre».
A chiudere l’intervista è stata una riflessione sulla situazione dell’Olimpico, dove la contestazione nei confronti del presidente Claudio Lotito continua a incidere sulla presenza del pubblico.
Maestrelli non ha voluto entrare nel merito delle ragioni della protesta, ma ha sottolineato quanto il sostegno dei tifosi potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per la squadra di Gattuso: «È un vero peccato, perché questa squadra, con l’apporto di tutta la tifoseria, potrebbe prendere il volo. Non entro nel merito della contestazione, dico solo che a volte basterebbe poco per venirsi incontro. E aggiungo che, come dice spesso Gattuso, il calcio senza tifosi non è calcio. Sarebbe bello se la situazione potesse risolversi».
Un auspicio che accompagna il momento positivo dei biancocelesti: ritrovare anche sugli spalti quell’unità che Gattuso sta cercando di costruire all’interno dello spogliatoio.