‘Di padre in figlio’, Lotito: «Una serata per l’orgoglio di essere laziali. I tifosi l’arma in più!»

Lotito
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Claudio Lotito – patron biancoceleste – presenta ‘Di padre in figlio’, l’evento che andrà in scena il 4 giugno allo Stadio Olimpico

Manca poco all’evento ‘Di padre in figlio’, la manifestazione che esalta la Lazialità e l’amore che i tifosi nutrono per i colori biancocelesti. Tanti gli ospiti eccezionali della storia dell’Aquila che saranno presenti all’Olimpico, per rendere l’atmosfera ancora più romantica. A Lazio Style Radio, Claudio Lotito parla così:

«Quella del 4 giugno sarà una serata in cui la Società vorrà esaltare ancora una volta la storia della Lazio, dal 1900 ad oggi.Tutti coloro i quali si sono succeduti nel tempo hanno tramandato dei valori nei quali noi crediamo, dei quali noi facciamo parte. La Lazialità infatti, è uno stile di vita. Parteciperemo per l’orgoglio di essere laziali, rivendicando nuovamente la nostra condotta ed il nostro modo di essere, diverso dagli altri. La Società condivide questi valori ed ha il compito di preservarli e tramandarli. Al di là dei risultati sportivi ed economici, il prossimo 4 giugno dovrà essere evocata la passione comune».

COOPERAZIONE – «Gli obiettivi non si conseguono mediante il singolo ma grazie al lavoro di tutti, quindi non solo della squadra che scende sul terreno di gioco, ma anche grazie all’allenatore, allo staff tecnico, alla Società, all’equipe medica, all’organizzazione ed in particolare ai tifosi, che da sempre rappresentano il dodicesimo uomo in campo, il valore aggiunto, uno sprone per chi suda sul manto erboso per raggiungere grandi soddisfazioni. Dobbiamo batterci negli interessi di queste persone che trascorrono la loro vita preservando i colori biancocelesti e cercando di costruire un valore aggiunto. I giocatori vengono responsabilizzati da uno stadio pieno: così, sono infatti chiamati a soddisfare non solo loro stessi ma anche i tifosi, che dagli spalti esprimono il loro amore».

EROI – «Gascoigne non è stato un calciatore della mia gestione ma l’ho portato a Roma proprio per mantenere quel legame ideale e concreto con la storia di questo club. Faccio un altro nome, quello di Rocchi, che per tanti anni è stato il nostro goleador, l’ho acquistato quando nessuno credeva in lui. I tifosi, proprio perché appassionati ed innamorati, parlano con il cuore e donano affetto a chi dà il massimo, esce dal campo sempre con la maglia bagnata di sudore ed ha voglia di fornire il proprio contributo alla vittoria».