Lazio, Wilson: «Chi prende meno gol, arriva spesso allo Scudetto…»

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Pino Wilson, perno della difesa della Lazio del 1974, ha analizzato i parallelismi tra la sua squadra e quella di Inzaghi

Inzaghi cambia l’assetto della Lazio. La vocazione offensiva resterà il tratto distintivo della squadra, ma la difesa sarà rafforzata grazie all’apporto degli esterni di centrocampo, scelte tattiche che ricordano la mentalità di Maestrelli applicata all’armata del ’74. L’ex Wilson, per La Gazzetta dello Sport, ha analizzato quella squadra e questa attuale:

TATTICA – «Non era una contraddizione. Davanti a Felice Pulici, c’eravamo io e Oddi, rispettivamente libero e stopper, ma avevamo due terzini che sapevano sganciarsi come Petrelli e Martini. La forza della difesa dipendeva anche dalla possibilità di contare su Frustalupi, il nostro regista che sapeva subito rilanciare l’azione. Maestrelli ci chiedeva di aver sempre la massima attenzione in ogni giocata in area».

GRUPPO – «Ci sono gli stessi elementi della passata stagione. Incide tantissimo l’intesa raggiunta perché sai subito dove trovare il compagno di reparto. Inoltre, vale tantissimo il contributo di Leiva, che è praticamente un muro insuperabile davanti alla difesa. Senza dimenticare l’apporto di Milinkovic e Luis Alberto quando ripiegano in copertura».

PARALLELISMI – «Noi eravamo in quattro dietro ed era diverso il sistema di gioco. Forse sul piano dei movimenti ci sono similitudini tra me e Oddi con Acerbi e Luiz Felipe». Per concludere: «Chi prende meno gol arriva spesso allo scudetto…».

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