Lazio, a cosa serve un Milinkovic così?

Lazio Milinkovic
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Sergej Milinkovic non sembra riuscire ad invertire la rotta. Le sue prestazioni restano sottotono e non accennano a migliorare

L’ennesimo indizio che fa una prova. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato contro la Sampdoria. La chance per cambiare la sua stagione e quella della Lazio l’ha avuta sulla testa all’86’. E ci è andato con la stessa sufficienza di sempre. Sufficienza. Un termine da sempre associato a Sergej Milinkovic. Tanto forte quanto superficiale, a tratti irritante. Quei tratti che iniziano a non esser più così tanto sporadici. Dalle suole e i tacchi si è passati ai gol sbagliati a due metri dalla porta. Non c’è un minimo segnale di miglioramento per un ragazzo considerato campione troppo in fretta. La sua valutazione è crollata e difficilmente di questo passo riuscirà a salire. Lui non aiuta la Lazio, la Lazio non aiuta lui. Probabilmente però, se la squadra di Inzaghi l’anno scorso volava è proprio grazie al ‘sergente’ e a Luis Alberto. Oggi al servizio della squadra, dopo 15 giornate di campionato, latita l’apporto di entrambi. Lo spagnolo è finito spesso in panchina, ma prima di vederci per un paio di partite anche il serbo quanto bisognerà aspettare?

UTILITÀ – Per caratteristiche Sergej è unico, adesso lo sta diventando anche per rendimento. Inzaghi lo considera un imprescindibile per la sua stazza, che permette alla Lazio di alzare la palla nei momenti di difficoltà. Tante volte, Strakosha o i difensori, nel momento in cui vengono pressati, alzano la palla a cercare il gigante. Fino a qualche tempo fa quel pallone alto, indifferentemente dalla caratura dell’avversario, veniva conquistato quasi sempre da Milinkovic, oggi invece non gli riesce nemmeno più quello. Anche saltare di testa sembra diventata una difficoltà. Spesso nemmeno stacca i piedi da terra, ma dall’alto della sua superficialità, colpisce da fermo e i risultati sono noti a tutti. Può esser mai possibile che Berisha, Correa, Cataldi, o altri giocatori della rosa, siano peggio di un Sergej così? La speranza nemmeno troppo originale è che da qui in avanti le prestazioni di Milinkovic migliorino, ma 15 partite iniziano a essere un lasso di tempo abbastanza ampio per essere casuali. Il serbo in queste condizioni non conviene a nessuno. Ne alla società, che ne vede crollare vertiginosamente il valore, ne a Inzaghi che continua inspiegabilmente a mandarlo in campo. Anche per dare un segnale al ragazzo, sentitosi troppo spesso intoccabile, qualche panchina sarebbe più che giusta. Tacchi, suole e colpi di testa sbagliati da dentro la porta. Milinkovic negli ultimi mesi ha fatto parlare di se soltanto per queste cose. Sarà forse arrivato il caso di interrompere questo triste spettacolo? A Inzaghi l’ardua sentenza…

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