Lazio, Proto: «Che bello incontrare i piccoli tifosi!»

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Lazio, le parole di Proto in occasione della ‘Lazio nelle scuole’.

In occasione dell’evento Lazio nelle scuole, che questa mattina è andato in scena all’Istituto Comprensivo Città dei Bambini, a Mentana, Silvio Proto si è fermato ai microfoni di Lazio Style Channel: «Mi piace incontrare i piccoli tifosi, i bambini sono perse vere. Ti fanno ridere, fanno battute. Anche a casa ho tre maschi, mi piace giocare con loro».

CALCIO E ALIMENTAZIONE – «Ho detto che quando smetterò con il calcio mangerò un po’ di più, perché mangiare mi piace tanto ed è uno dei piaceri della vita. Ma andrò a correre tutte le mettine, visto che adoro soprattutto il buon cioccolato che è in Belgio!». L’alimentazione ha attirato anche la curiosità dei bambini durante l’evento: «Non possiamo mangiare tante cose buone per la nostra professione: il calcio però è una scuola di vita, quindi è importante».

SOGNI FUTURI – «Al termine della carriera vorrei diventare un allenatore, mi piace giocare con i miei figli e vorrei insegnare ai più piccoli. Mi piacerebbe giocare anche a golf al termine della mia carriera, è uno sport che mi piace molto. Ci fa piacere sentire il nostro nome quando facciamo una giocata importante». Sull’importanza dei tifosi:«Quando si gioca senza tifosi è difficile. Ho giocato in Grecia e lì i sostenitori sono più aggressivi: una volta giocai contro il PAOK e il nostro allenatore ricevette un colpo in volto e vincemmo la partita a tavolino».

STADIO – «Quando si entra in uno stadio bisogna portare rispetto per tutti perché il calcio è un divertimento. Noi portieri ci alleniamo di più, ma corriamo di meno nel giorno partita e dobbiamo comunque farci trovare pronti nel momento della necessità. Mi sento belga perché sono cresciuto lì, mio padre è italiano. In Italia mi trovo bene, ho tanti amici. Il calcio deve restare un gioco e portare felicità, abbiamo l’opportunità di fare del nostro hobby un lavoro».

IDOLI – «La prima maglia che ho avuto era di Walter Zenga, ma poi il mio idolo è stato Buffon. L’ho incontrato in Champions League con l’Olympiakos e sono rimasto intimorito dal parlare con lui: è molto gentile e umile. Ha vinto tutto ed è rimasto umile e gentile. Ho giocato contro Messi e mi ha fatto una grande impressione, così come gli attaccanti della Lazio».