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ESCLUSIVA – Luca Falbo: «Prima la salute, poi il resto. L’esordio in prima squadra? Ancora non ci credo!»

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Lazio, Luca Falbo, promettente terzino sinistro della Primavera allenata da Menichini, si è raccontato ai nostri microfoni

Luca Falbo, terzino sinistro classe 2000, è uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano. Dotato di buona corsa e ottima tecnica, fa della qualità il suo punto di forza. Bravo in fase difensiva e propositivo in quella offensiva. Insomma, il ragazzo ha tutte le qualità per percorrere una carriera ad alti livelli. Il giovane originario di Torino è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni.

Cosa pensi di questa situazione legata al coronavirus?: «Secondo me, il premier Conte ha fatto molto bene a chiudere gran parte delle attività, perchè in questo momento è fondamentale non avere contatti con altre persone per cercare di non far espandere ulteriormente il virus. Dobbiamo rimanere a casa, il campionato passa in secondo piano, prima viene la salute. Durante questo periodo di quarantena, la mattina studio tramite lezioni online caricate dai professori, mentre il pomeriggio mi alleno nel giardino di casa. Mi piace anche guardare film e serie tv con la mia famiglia. Oltre a ciò, Il tempo lo inganniamo facendo qualche dolce o giocando ai giochi da tavolo».

Parlando di calcio…come ti trovi con il gruppo?: «Mi trovo bene, ormai sono quasi tre anni che conosco alcuni miei compagni, quindi sono entrato in sintonia. Inoltre sono uno dei più grandi ed ho un ruolo di responsabilità maggiore rispetto ad altri. Ho un buon rapporto anche con il mister Menichini ed il suo staff . Mi trovo altrettanto bene con la prima squadra. Ho fatto il mio primo allenamento con loro a ferragosto e poi ho sempre danzato tra Primavera e prima squadra. Sono contento».

Raccontaci il tuo esordio con i grandi: «Ancora non ci credo! Se qualche anno fa, qualcuno mi avesse detto che a 19 anni avrei esordito in Europa League, in Francia, con questa Lazio, ci avrei messo subito la firma con il sangue. E‘ stata un’emozione bellissima, il coronamento di un sogno. Non ero nè teso e nè impaurito, ero solo carico e sicuro di me. Al mio ingresso in campo avevo quasi le lacrime agli occhi».

Quali sono gli obiettivi di squadra e personali?: «Il traguardo più importante è la salvezza, anche se i playoff non sono poi così distanti. Dal punto di vista personale, spero di fornire più assist possibile ai miei compagni e magari fare qualche altro gol. Il sogno è entrare a fare parte stabilmente della prima squadra».

A chi ti ispiri? Chi è il tuo idolo?: «Un idolo vero e proprio non ce l’ho. Come tipo di giocatore mi piace molto Marcelo ed anche Kolarov quando era più giovane. Forse, il mio giocatore preferito in assoluto è stato Maicon ai tempi dell’Inter: aveva una potenza ed una corsa incredibile! Mi ispiro a lui».

Il tuo ricordo più bello e quello più brutto legato alla Lazio?: «Il più bello è indubbiamente il 12 dicembre a Rennes, inutile dirlo. Mentre il più brutto è la retrocessione di due anni fa. Purtroppo è stata un’annata storta e sfortunata, non c’è un principale responsabile, siamo tutti colpevoli. Comunque, penso che subire questi colpi bassi, nel calcio, ti aiuta a crescere ed a maturare».

Come e dove ti vedi tra 10 anni?: «Sicuramente laureato, perchè sto studiando economia alla Sapienza di Roma. Per quanto riguarda il calcio, spero di diventare un calciatore professionista e di giocare in Serie A. Se fosse nella Lazio non sarebbe male! Però non mi voglio sbilanciare perché sono abbastanza scaramantico».

A cura di Riccardo Bonaventura

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