Lazio, Lotito contro l’Uefa: veleno sui tamponi

© foto As Roma 15/05/2019 - finale Coppa Italia / Atalanta-Lazio / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Claudio Lotito

I biancocelesti contestano le positività al gene N. Rilevata una leggera carica virale per Immobile anche dal laboratorio di Avellino: «Per noi poteva giocare».

Partiamo da un presupposto fondamentale: nessun giocatore della Lazio che ha giocato a Torino era positivo. Nemmeno al gene N. E questo è confermato dai risultati inviati al club biancoceleste da parte del laboratorio di Avellino a cui la Lazio si appoggia per processare i tamponi. E di questo se ne è accertata anche la Procura della Figc che martedì ha aperto un’inchiesta. Ad insospettire è stata l’alternanza di risultati positivo, negativo a seconda se a fare il tampone è stata la Uefa o la Lazio.

Circostanza che, inevitabilmente, ha alimentato polemiche e veleni. Anche perché dopo i test fatti dal massimo organismo europeo sono risultati positivi, o meglio “debolmente positivi” tra gli altri Strakosha, Leiva e Immobile. Gli ultimi due regolarmente in campo a Torino e Ciro ha anche segnato il rigore del 3-3. Stavolta le “contro analisi” chieste al laboratorio di Avellino hanno evidenziato una positività, proprio di Immobile, solo al gene N, che appartiene alla famiglia del Coronavirus ma non è specifico del Covid. Quello dei tre specifico è l’Rdrp, risultato negativo. Così si legge sull’edizione odierna de Il Messaggero.