Lazio, Gabriele Paparelli: «Di padre in figlio è una cosa vera, l’amore dei tifosi indescrivibile»

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Lazio, dopo gli auguri di ieri sera ecco le parole di Gabriele Paprelli in questo giorno speciale per i biancocelesti

Gabriele Paparelli è stato uno dei primi allo scoccare della mezzanotte ad esprimere i suoi auguri alla Lazio. In questa giornata speciale, dove si festeggiano i 120 anni, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio. Ecco le sue parole.

«È una speranza che ho io, ma è un po’ anche la storia della Lazio. Tante persone non vedono l’ora che la Lazio vada male e sparisca dai radar, ma io non l’ho mai vissuta così. L’ho sempre vissuta intensamente e, se mi chiedessero qual è il momento più emozionante che ho vissuto da tifoso, risponderei che è quando la Lazio stava in B. La seguivo in modo viscerale, è facile farlo quando tutto va bene. Mio padre mi ha fatto conoscere questo mondo, mi portava sempre con sé fin da quando ero piccolo. Di padre in figlio è una cosa vera, è difficile che sia un’altra persona, diversa da tuo padre, a farti diventare laziale. Poi io ho avuto questa disgrazia che mi ha accompagnato per tutta la vita. La Lazio mi ha tolto tanto, ma altrettanto mi sta dando nel corso degli anni. L’amore incondizionato dei tifosi nei confronti della mia famiglia è indescrivibile e mi dà una carica unica. Così ho avuto la forza di trasmettere la passione anche a mia figlia, che è diventata una laziale ‘insopportabile».

STADIO – «Per me lo stadio era diventato un luogo di morte. Mia madre dopo il ’79 non ha più visto l’Olimpico, le è presa come una fobia, la stessa cosa che è successa anche a me. Ma la passione mi è rimasta negli anni. Ultimamente ci sto andando di più ma voglio ringraziare la società che mi invita sempre, mi ha dato la scossa che mi permette di andare con continuità. Non ho messo piede allo stadio per 10 anni, mentre adesso ci sto andando spesso grazie alla società. Per come sono fatto io mi lusinga molto, anche perché negli anni non ho mai preteso nulla. Sabato non vedo l’ora di andare a vedere la mia Lazio».

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