Cardoselli: «Lazio, con te dieci anni indimenticabili! Futuro? Vorrei tornare nella squadra del mio cuore»

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© foto @OfficialLazio

Dopo 10 anni di Lazio, Cassio Cardoselli ha lasciato Formello per intraprendere l’avventura con la Carrarese in Lega Pro. La scorsa settimana ha festeggiato il primo gol tra i professionisti contro il Pisa di Lorenzo Filippini, altra vecchia colonna portante della Primavera biancoceleste

Dal gol in Supercoppa contro il Torino alla tripletta contro lo Spezia, passando per la quattro panchine in Serie A. La favola di Cassio Cardoselli si è interrotta bruscamente nel derby Primavera di Parma, quando rimediò due gialli in poco più di un minuto. Da lì i primi screzi con Bonatti e l’inizio di una nuova avventura chiamata Carrarese. Il centrocampista la scorsa settimana ha trovato la prima rete da professionista e ai microfoni di mondosportivo.it, racconta tutti i sacrifici fatti per arrivare a questo punto: «I miei non mi hanno mai fatto mancare nulla: mi accompagnavano al campo, sono stati sempre presenti nella mia vita e mi hanno supportato in ogni momento. Devo solo ringraziare loro se oggi sono un calciatore. Con mio nonno ho un rapporto bellissimo: mi coccola quando lo vado a trovare, mi cucina, guarda sempre le mie partite, si incavola, mi chiama. Insomma, vive la mia carriera come fosse la propria e, inoltre, è da lui che deriva il sentimento di lazialità di tutta la famiglia».

L’AMORE PER LA LAZIO – «Un’estate, quella del 2007, mio zio mi accompagnò a un campus della Lazio: in realtà, all’inizio, era solo un gioco, tanto per avere la maglia biancoceleste. Invece, un istruttore disse ai miei genitori che era il caso che io restassi a fare la scuola calcio del club perché avevo delle potenzialità. Naturalmente acconsentirono e fecero tanti sacrifici, considerato che Anzio e Roma distano quasi un’ora di auto: andavo a scuola, quando capitava uscivo prima e mia madre (mio padre lavorava) mi portava al campo e aspettava che finissi. Nella Lazio ho vissuto dieci anni indimenticabili sotto tutti i punti di vista: il carattere, la tecnica, la personalità. Un ambiente pulito, sono stato sempre considerato importante e non potrei mai dimenticare quanto sia stato stupendo crescere con la maglia della mia squadra del cuore. Le convocazioni? In tutto quattro. Quella contro il Napoli fu la prima e resta indimenticabile: Inzaghi mi fece uscire da una partita della Primavera per andare a fare la rifinitura con la prima squadra. Per me fu un sogno a occhi aperti, non ero del tutto consapevole di quello che stesse accadendo; prendere il pullman con loro, arrivare allo stadio: immagini impresse e allo stesso tempo inspiegabili».

LA TRIPLETTA – Cardoselli racconta i tre contro lo Spezia: «Ne ho fatti due il primo anno e quattro il secondo. Il giorno della gara contro lo Spezia era un giorno particolare perché provenivo da un infortunio che mi aveva costretto a stare fermo per più di tre mesi per un problema al ginocchio. Fu la prima gara da titolare quindi e fui schierato da mezz’ala: una giornata magica perché appena toccava la palla andava dentro. Il primo lo feci di testa e il secondo fu più importante perché a tempo scaduto del primo tempo: calcio d’angolo, palla in mezzo e inserimento vincente. Poi è arrivato anche il terzo ed è stata una gioia immensa».

IL SOGNO PRIMA DELL’ADDIO – «Certo, la delusione c’è stata, ma non è dipeso da me. La Lazio ha deciso così e mi sono rimboccato le maniche per trovare la soluzione migliore e sono contento di avere scelto la Carrarese. Nonostante la delusione, forse un po’ di rabbia, l’amore per la maglia biancoceleste resta immutato. Che maglia vorrei indossare? Naturalmente quella della Lazio, sarebbe una grande soddisfazione e una grande rivalsa indossare di nuovo la maglia della mia squadra del cuore».

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