Guarino (CanaleSassuolo.it): «Che tristezza lo stadio semivuoto! Lazio? Grande squadra, ma…» – ESCLUSIVA

Lazio-Sassuolo
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Il parere dell’avversario – Il pensiero del collega del Sassuolo in vista della gara di domenica contro la Lazio

Domani sarà Sassuolo-Lazio. L’armata di Inzaghi, reduce dalla roboante vittoria contro lo Steaua Bucarest, affronterà al Mapei Stadium il Sassuolo di Iachini. Per comprendere come la squadra sta vivendo i giorni precedenti al match, oltre all’assetto tattico che utilizzerà contro i capitolini, la redazione di Lazionews24 ha contatto in esclusiva quella di CanaleSassuolo.it, in particolare il vice-direttore Giuseppe Guarino:

1. Domenica contro la Lazio mister Iachini dovrà far a meno di Goldaniga, assente a causa della squalifica. Come verrà sostituito? Quale sarà – con tutta probabilità – la formazione che verrà schierata contro i biancocelesti?

«Le opzioni sono due. O al suo posto gioca Lemos, che è l’unico altro centrale di ruolo presente in rosa, oppure Iachini accentrerà Peluso e metterà uno tra Rogerio e Dell’Orco a sinistra. L’ipotesi Lemos è quella più probabile. L’uruguaiano ha esordito contro la Juve, in una partita disastrosa, e questa potrebbe essere l’occasione per rifarsi e convincere tecnico e società. Per il resto, non credo in grandi cambi di formazione. Oltre a Consigli in porta, prevedo il solito 4-3-3. Difesa classica con Lirola, Lemos, Acerbi e Peluso; centrocampo “storico” con Duncan, Magnanelli e Missiroli; in attacco Politano e Berardi a supporto di Babacar».

2. La gara dell’andata si concluse con una goleada biancoceleste: la Lazio riuscì per ben sei volte a beffare gli emiliani, autori di una sola rete. In quell’occasione cosa la impressionò maggiormente della formazione di Inzaghi? Pensa che – ad oggi – il Sassuolo sia più in grado di arginare l’offensiva capitolina?

«All’andata la Lazio diede a quel Sassuolo una grande scossa. Ad impressionarmi fu la fame dei biancocelesti. Le caratteristiche della Lazio non sono un mistero. È una grande squadra e l’ultima vittoria in Europa League non fa che confermarlo. Peccato per la sua discontinuità di risultati, forse figlia di un po’ di sfortuna (chiamiamola così). Rimane una rosa decisamente superiore a quella del Sassuolo, che però non è più quello di inizio stagione. Con Iachini la formazione è più solida e forse capace di arginare maggiormente il settore avanzato della squadra di Inzaghi. Tutto sta a non fare quello che è successo all’andata e, ad esempio, a Torino contro la Juventus: lasciarsi andare in balia della superiorità tecnica dell’avversario».

3. Il Sassuolo sta vivendo un periodo certamente non fortunato: non vince dal 23 dicembre ed occupa il sedicesimo posto in classifica. Anche la Lazio, però, è appena uscita da un periodo che l’ha vista collezionare tre ko in campionato ed uno in Europa League. Che partita si aspetta? Pensa che il gruppo di Inzaghi sia in ‘calo’ rispetto a quello ammirato all’andata?

«Io credo che la Lazio sia in piena ripresa. Vuole aggrapparsi alla qualificazione diretta in Champions con le unghie e con i denti e farà di tutto per ottenerla. D’altronde non le manca niente rispetto a Roma e Inter. Penso che il Sassuolo dovrà badare bene a difendersi, questo sì, ma non per questo non provare a sfruttare gli spazi che i biancocelesti possono lasciare in campo. È una questione di vitale importanza. Vincere sarà difficile, ma il pallone è rotondo».

4. Al termine della scorsa stagione, il Sassuolo occupava il decimo posto. Cosa è cambiato rispetto allo scorso campionato ed a cosa imputerebbe il rendimento decisamente sottotono della squadra? A Novembre è stato esonerato Bucchi ed è arrivato Iachini: in cosa si è modificato il gioco del gruppo?

«Dallo scorso campionato sono cambiati alcuni fattori essenziali. Di Francesco è stato per anni il punto di riferimento di una formazione, che senza di lui si è trovata persa. Il gruppo è pressoché lo stesso, se non fosse per le partenze di due tra gli uomini più talentuosi (Defrel e Pellegrini) e l’addio al calcio di una colonna come Cannavaro. Il problema della squadra è la concretezza sotto porta. Anche quando magari riesce a dominare una partita manca sempre il gol. Lo si è visto più volte nelle ultime occasioni. E non a caso il Sassuolo ha il peggior attacco del campionato. L’arrivo di Iachini ha fatto bene alla squadra, che con lui ha inanellato una serie di risultati positivi. Ora le cose vanno male, ma credo che si aggiusteranno presto, anche grazie a Babacar che si è sbloccato e a Berardi che sta ritornando quello di un tempo».

5. Gli organi competenti hanno deciso di vietare la trasferta a Sassuolo ai tifosi della Lazio: quanto questo potrebbe condizionare la gara? Cosa pensa di una decisione di questo tipo?

«Il Sassuolo è abituato a giocare con poco pubblico, quindi credo che per i neroverdi non cambi granché. Discorso diverso per la Lazio, che ha una delle tifoserie più calde del nostro campionato. Forse del mondo. I supporter biancocelesti sono spesso il dodicesimo uomo in campo. Vedere lo stadio semivuoto – come spesso accade al Mapei – mi mette addosso una grande tristezza. Spero solo che decisioni di questo tipo si riducano, così come gli episodi che portano a determinate scelte».

6. Qual è il suo parere su due dei giocatori più talentuosi del Sassuolo, Politano e Berardi? Il primo è pronto per il salto di qualità? Perché il secondo ancora non l’ha fatto?

«Politano è pronto. Assolutamente. Il fatto che lo abbia cercato il Napoli lo conferma. E francamente alla corte di Sarri ci sarebbe stato anche bene. A giugno con ogni probabilità andrà via, non so se a Napoli o a Roma o a Torino. Ma sicuramente in una squadra che dirà la sua in Italia come in Europa. Quanto a Berardi, la questione è lunga e risale alla scorsa stagione. Si infortunò alla seconda di campionato, dopo aver segnato la bellezza di 7 gol in 6 incontri disputati tra Serie A e preliminari di Europa League. Da quello stiramento del legamento collaterale non si è più ripreso completamente, vuoi per discontinuità della squadra, vuoi per altri infortuni che si sono sommati al primo. Fisicamente non è ancora al 100%, ma le sue ultime prestazioni fanno ben sperare».