Garlini: «La Champions non è un sogno, la Lazio è ben attrezzata!»

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Oliviero Garlini ha parlato del momento in casa Lazio

Dopo il pareggio con il Milan è tempo di pensare alla sfida europea con l’Apollon. Per parlare della situazione dei biancocelesti, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio Oliviero Garlini, ex attaccante capitolino. Ecco le sue parole.

LAZIO-MILAN – «La Lazio l’ho vista con coraggio, grinta e fame. Faceva un po’ di fatica in fase offensiva ma tutto sommato ho visto una squadra convinta. Molto bravo Correa in occasione del gol. Contro il Milan mi sono piaciuti molto Acerbi e Strakosha. Il gol di Correa è stato eccezionale,  bravissimo nel modo in cui si è coordinato. È stato bravo a togliere il tempo al portiere e soprattutto a tenere basso il pallone. Mi ha ricordato D’Amico che faceva spesso questi tiri. Non  era affatto semplice. Sul gol subìto Strakosha non poteva farci proprio niente: la deviazione di Wallace è stata determinante. Ora la Lazio deve riuscire a trovare più spazi in avanti, quest’anno gli inserimenti dei centrocampisti non stanno portando gli stessi vantaggi dello scorso anno».

SINGOLI – «Se avesse giocato Caicedo? Col senno di poi è semplice. Giocare contro quel Milan non era semplice. Ho osservato la partita e i rossoneri giocavano in 5 sulla linea difensiva. Badelj? Un giocatore che ci mette aggressività e volontà. Devo dire però che sono rimasto impressionato dal pubblico che riesce ad aiutare la squadra in modo incredibile. Acerbi meglio di De Vrij? È ancora troppo presto per dirlo. Sicuramente è un giocatore che ci mette l’anima. Poi col Milan è stato bravo anche in fase di impostazione. È sicuramente uno dei migliori acquisti che ha fatto al Lazio. Luis Alberto invece ancora non sta dimostrando quello che è in grado di fare. Deve riuscire a far girare la palla più velocemente. Lo spagnolo ha un piede eccezionale e deve dare di più. Quando è uscito era un po’ arrabbiato, non riusciva a trovare il posto giusto in campo».

EUROPA LEAGUE – «Sempre meglio arrivar primi. Indipendentemente dal sorteggio, se arrivi primi le altre squadre ti temono di più. In questo momento io fare turnover in Europa, anche per vedere come stanno gli altri giocatori, per farsi un’idea. Sarei curioso di vedere Alessandro Rossi, anche per vedere in prospettiva futura quanto può dare alla Lazio».

SERIE A – «In questo momento bisogna pensare a se stessi, non alle altre squadre. Bisogna tenere alti i ritmi. Quest’anno si può ambire alla Champions. Quest’anno la Lazio è più attrezzata, anche in panchina. C’è una rosa più ampia rispetto allo scorso anno», conclude così questa lunga intervista Garlini.

 

 

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