Diaconale replica al “Fatto”: «Bersagliati per partito preso la Lazio e Lotito»

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© foto @OfficialSSLazio

Arturo Diaconale replica al “Fatto”: «Attacco antilaziale e antilotitiano, per scrivere bisogna prima aver letto»

Di fronte all’attacco de “Il Fatto Quotidiano” (Vendemiale ha scritto testualmente che Lotito, accecato dai gol di Immobile dagli assist di Luis Alberto, si è dimenticato che battere la Juventus di Cristiano Ronaldo, per la sua Lazio era già un miracolo sportivo. Difficile in condizioni normali, impossibile in quelle del calcio post-Covid, che proprio i fautori della ripartenza hanno voluto. Con partite ogni 72 ore, ritmi serrati e 5 cambi, era chiaro che ad avvantaggiarsene sarebbero stati i più forti. Cioè i bianconeri, che infatti sono a punteggio pieno. Mentre sono bastati tre match tosti, un infortunio e un paio di squalifiche per tarpare le ali alla squadra dell’ottimo Simone Inzaghi. A due settimane dalla ripresa, la Lazio che sognava di vincere lo scudetto è scivolata a -7, e comincia a guardarsi alle spalle. Ma Lotito non si arrende. In fondo, si può sempre congelare la classifica) il portavoce della Lazio Arturo Diaconale ha voluto rispondere per le rime nel suo editoriale su L’Opinione. Ecco il testo integrale.

«Il “Fatto” di Marco Travaglio e Antonio Padellaro è un giornale di fenomeni. Perché è pieno di giornalisti che scrivono senza prima leggere. Ovviamente non può avvenire che si possa scrivere senza aver prima imparato a leggere. Più semplicemente è che i fenomeni scrivono quasi sempre per partito preso, cioè per pregiudizio, e non hanno bisogno di informarsi preventivamente delle idee e delle posizioni espresse in precedenza da chi hanno assunto come bersaglio di turno. In questi giorni, ad esempio, il bersaglio è diventato Claudio Lotito e la S.S. Lazio. Accusato il primo di aver tanto tuonato per la ripresa del calcio ottenendo come risultato di aver perso in quindici giorni quanto aveva guadagnato nei confronti delle Juventus nella corsa per lo scudetto nella prima fase del campionato.

Naturalmente l’autore dell’attacco antilaziale ed antilotitiano non ha preso in alcuna considerazione il fatto che né il presidente, né la società hanno mai posto come obbiettivo prioritario dell’attuale campionato la vittoria dello scudetto. Fin dall’inizio società, allenatore e giocatori hanno posto come traguardo prestigioso da raggiungere la qualificazione alla Champions League. La possibilità di correre per lo scudetto è emersa oggettivamente al termine della fase regolare del campionato, quando la differenza di un solo punto dalla Juventus e le condizioni generali della squadra hanno alimentato le speranze di concretizzare un sogno che non era stato previsto o programmato. Successivamente c’è stato il blocco imposto da decisioni politiche frettolose ed irresponsabili, contro cui Lotito e la Lazio si sono battuti per evitare che l’intero settore del calcio professionistico entrasse in una crisi incontrollabile e disastrosa. Durante questa fase i giocatori autorizzati dalla propria società a trasferirsi all’estero hanno potuto allenarsi liberamente. Quelli della Lazio, rimasti fermi per rispettare le imposizioni governative, non lo hanno potuto fare. Con il risultato che l’inattività forzata ha prodotto effetti negativi sulla tenuta atletica dei biancocelesti che, però, sono in piena corsa per l’obbiettivo designato della Champions e non disperano affatto di poter rincorrere efficacemente la squadra più potente ed attrezzata del campionato nazionale».