Curva Nord, parla Diabolik: «Siamo pronti a tornare in piazza per la Lazio»

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Dopo gli episodi di Lazio-Torino, ha espresso il suo pensiero lo storico capo ultras della Curva Nord, Fabrizio Diabolik

La rabbia continua ad accompagnare i tifosi della Lazio che intasano da ormai due giorni radio, siti e pagine Facebook. Non poteva mancare il pensiero di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik. Lo storico capo ultras, che da ormai più di 20 anni fa le veci della Curva Nord, ha voluto esprimere il suo dissenso. Sempre con toni pacati e con molta signorilità, sulle colonne de Il Tempo: «Ci associamo in pieno alle parole di Diaconale, Tare e della nostra società dopo lo scempio avvenuto l’ altra sera all’ Olimpico nella partita che il Torino ha vinto per 3-1 sfruttando i clamorosi errori arbitrali di Giacomelli e di Di Bello alla Var. Un trattamento vergognoso quello che stiamo subendo, ormai eloquente e visibile a tutti. Dal derby in poi ci stanno torturando in ogni modo. Ma si è toccato davvero il fondo. La Lazio lassù da molto fastidio a tutti gli altri club, ormai non ci sono più dubbi su questa cosa. Una società che ha investito meno di altre in termini economici, ma ha puntato sull’ ardore, sul coraggio di andare avanti. Contro tutto e tutti».

«Siamo pronti, come abbiamo già fatto nel 2000 davanti a Via Allegri, a scendere in piazza in maniera pacifica per urlare tutta la nostra rabbia. Al fianco della società. E quella volta fummo decisivi con la nostra presa di posizione, di sicuro a Perugia l’ arbitro Collina non fu accomodante così come lo erano stati nel le precedenti giornate nei riguardi di quella Juve che stava vincendo lo scudetti grazie agli aiuti arbitrali. Questo non è sport, questo non è calcio. La tecnologia, quando c’ è un disegno preciso, non serve proprio a nulla. Va attirata l’ attenzione dell’ opinione pubblica, perché la stampa e i media in generale pensano solo ad altre squadre da proteggere. Così come i poteri forti sono schierati con gli altri. Oramai è evidente la strategia contro la Lazio, che non è nemmeno più occulta, ma manifestata. Ci chiediamo poi come sia possibile che un arbitro possa avere un profilo Facebook con un nickname (ora cancellato) con le foto, oltre che di vita quotidiana, di Totti e del suo murales. C’ è qualcosa che non torna. Invitiamo tutti a tornare allo stadio a combattere. Con 50 mila persone all’ Olimpico sarebbe tutto più semplice. Lo sarebbe stato anche contro il Torino. Perché a casa le battaglia di sicuro non si vincono. È ora, se servirà, di scendere in piazza, siamo un’ altra volta pronti come al solito».