Chapecoense, aereo caduto perché era finita la benzina

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BOGOTÀ – L’aereo precipitato il 28 novembre in Colombia con a bordo la squadra di calcio brasiliana della Chapecoense aveva finito la benzina. Lo hanno accertato gli investigatori colombiani.

I PILOTI SAPEVANO – Le autorità hanno stabilito che non si sono verificati problemi tecnici, ma ci sono stati soltanto errori umani. Il velivolo, oltre che con carburante non sufficiente, viaggiava con un peso eccessivo. Le registrazioni della cabina dimostrano che pilota e co-pilota avevano discusso della possibilità di fare uno scalo per rifornire, ma alla fine hanno deciso di proseguire. Erano quindi consapevoli, dicono le autorità colombiane, che il carburante imbarcato non era adeguato.

LA RICOSTRUZIONE – Secondo l’aeronautica civile colombiana un’indagine preliminare ha permesso di accertare che l’aereo era senza carburante in base all’esame delle scatole nere e ad altre prove. Il fatto che una delle cause dello schianto potesse essere la mancanza di carburante era stata del resto una delle prime ipotesi formulate dagli investigatori. L’aereo si è infatti schiantato mentre cercava di avvicinarsi all’aeroporto di Medellin, in Colombia. Era in volo da quattro ore e 20 minuti quando i controllori di volo dell’aeroporto di Medellin lo hanno messo in attesa perché c’era un altro volo con una perdita di carburante sospetta al quale è stata data la priorità. Da un messaggio audio registrato si sente la voce del pilota che chiede di poter atterrare per mancanza di carburante e un “black out elettrico”. Il fatto poi che non ci sia stata alcuna esplosione al momento dell’impatto confermerebbe la carenza di carburante a bordo. Nell’impatto sono morte 71 persone, mentre sei sono sopravvissute.