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Campionato

Capello: «Livello mai alto in Italia in futuro. Allenatori? Non fanno la differenza»

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Fabio Capello è stato ospite dell’evento “Palla al centro” nel quale si è raccontato tra passato e pensieri sul calcio attuale

Fabio Capello è stato ospite dell’evento “Palla al centro” organizzato da Footballnews24. Ecco cosa ha dichiarato l’ex tecnico della Roma.

LIVELLO DEL CALCIO ITALIANO – «I giocatori di alto livello fanno crescere tutti quanti. Se tu lavori con gente non capace non impari niente, con gente del tuo stesso livello non impari nulla. Quando giocavo alla SPAL io andavo a vedere il Bologna di Bulgarelli che siccome giocava nella mia posizione cercavo di copiare. Ma da chi copiavo? Dai più bravi. Il calcio è questo, quei pochi bravi che abbiamo dobbiamo aiutarli e avere più coraggio. Il livello da qui in avanti sarà sempre medio-alto ma non alto. Il periodo d’oro del calcio italiano era quando i migliori venivano qui. Allenatore? Non è vero che l’allenatore fa la differenza. Fa cose bellissime, ma non potrà mai vincere la Champions senza giocatori di un certo livello».

CALCIO A LIVELLI GIOVANILI – «I genitori pensano di avere dei fenomeni, si arrabbiano con l’arbitro o l’allenatore pensando che il figlio sia un fenomeno. Invece dovrebbero essere felici perchè fanno gruppo, c’è una sfida da affrontare. Invece si addossano sempre le colpe agli altri nelle scuole calcio. Parliamo dei settori giovanili. Ho sentito dire che se un tecnico fa fare tattica fino a 14 anni va mandato via. Ed è vero, ci vuole la qualità. Da oggi si giocherà più veloce, la tattica senza tecnica è inutile. Perchè fanno la tattica? Perchè non sanno insegnare la tecnica. Faccio l’esempio dei bambini che vanno a sciare: il maestro va giù e i bambini lo copiano. Io ho avuto un allenatore, Maldera, che sapeva calciare benissimo e aveva una squadra di dodicenni che calciavano meglio di quelli di 14, perchè quelli di 14 non vedevano il gesto tecnico fatto bene».