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L’avv. Gilardoni: «Quel 19 luglio mandai io il fax alla Lega che salvò la Lazio»

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Le parole di Alessio Gilardoni sul quel famoso 19 luglio del 2004

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha festeggiato i sui 15 anni al timone della Lazio. Il 19 luglio del 2004 fu lui a salvare la Lazio dal fallimento. Oggi ai microfoni di Radio Sei è intervenuto l’avvocato Alessio Gilardoni, nipote di Giovanni “Nanni” Gilardoni: «Io il 19 luglio del 2004 quando Lotito acquistò la Lazio c’ero, lavoravo già nello studio di mio zio. Sono sempre stato vicino alle vicende di casa Lazio e a mio zio Nanni, ma non sapevo niente, nessuno sapeva nulla di Lotito. Ricordo perfettamente quel giorno e devo dire, anticipando che non sposo nessuna causa se non quella della Lazio, Lotito un merito ce l’ha perché in quel momento, scelto o meno dalla politica, ha salvato la società che alle 18 sarebbe stata esclusa dal campionato. Questa sarebbe successo se non fosse partito dallo studio il fax indirizzato alla Lega per l’iscrizione. Servivano quei soldi e quei soldi furono dati».

IL FAX ALLA LEGA – «Su quel fax c’erano problemi. Alla fine l’ho mandato io perché la segretaria non riusciva ad inviarlo. Erano le 18 meno 5 ed erano momenti di tensione. Senza il fax la Lazio avrebbe fatto la fine del Napoli, del Palermo, società storiche che si sono ritrovate a ricominciare dai dilettanti o dalla Serie C con qualche aiuto, come successo al Napoli. Il salvataggio deve rappresentare un vanto per il laziale, che dal 1900 ha una società, la prima di Roma, che è sempre stata salda e non ha mai dovuto ricorrere a diversi nomi».

MILINKOVIC – «Può piacere o non piacere però nella situazione della Lazio dell’epoca era un Lotito che ci serviva, uno che sapeva far quadrare i conti. Oggi leggo che potremmo non trattenere Milinkovic. Il serbo è abbastanza unico nel suo genere ed è normale che vada via perché i campioni vanno via da tutte le società, talvolta anche dalle più grandi. Dispiace però sentire la frase che Milinkovic voglia giocare in una grande, dando per scontato che la Lazio non lo può essere. Oggi noi siamo una realtà italiana, siamo sempre lì come dimostra la vittoria della Coppa Italia, ormai siamo tra le prime sei. Il merito principale comunque è stato di non farla fallire».

LOTITO – «Per la prima volta l’ho visto quando arrivava con la sua valigetta a studio. Al tavolo c’era Masoni, Nottola, mio zio e tutti i consiglieri e solo dopo venne creato il consiglio di gestione e sorveglianza. Le prime parole dette furono di non pagare la prima rata del fisco perché avrebbe ottenuto la rateizzazione e così fu. Finora ho parlato bene di Lotito però voglio anche dire che pure la Lazio ha dato tanto a lui. Il presidente non lo deve dimenticare e magari portare a Roma qualche giocatore in grado di farci sognare. Il suo carattere non è cambiato, ha pregi e difetti e per la Lazio, anche giudicando dai risultato, ha fatto bene. Ha portato cinque trofei, che non sono pochi. Chi non li vince dice che non contano nulla, in realtà valgono molto».

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