Ave Cataldi, populus tuus te acclamat: 2015, l’anno della definitiva consacrazione

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L’aquila cucita sul petto, la maglia biancoceleste come seconda pelle, la Lazio è la patria di Danilo Cataldi. Nato a Roma nord, sulla Cassia, e cresciuto nell’Ottavia, ha realizzato il sogno di giocare per la sua squadra del cuore. Formatosi a Formello, ha seguito la scia di Nesta e di Di Canio, riuscendo a diventare il simbolo del club più antico della Capitale. Un vero e proprio emblema per i tifosi, che riconoscono nel giovane calciatore un ragazzo fiero, degno e orgoglioso di difendere i colori della propria città. E il laziale sul campo lo riconosci subito, spirito di sacrificio e personalità da vendere, con umiltà ha saputo attendere il proprio momento, il destino gli ha regalato un 2015 da sogno.

Maglia bandiera, che onore indossarla! – L’esordio in serie A arriva il 18 gennaio allo stadio Olimpico contro il Napoli, il tecnico Stefano Pioli però gli regala appena nove minuti. La prima da titolare per Cataldi merita un’occasione speciale: sei giorni dopo, Lazio-Milan, gara in cui viene anche introdotta la maglia con l’aquila stilizzata. E chi meriterebbe, più di ogni altro, di vestire la ‘casacca storica’ se non un romano laziale? A pensarci sembrerebbe una favola, nessuno potrebbe immaginare uno scenario migliore. Questo è comunque solo l’inizio d’inizio del sogno, perché il giovane centrocampista a fine stagione riuscirà a totalizzare 16 presenze (di cui ben 11 dal fischio iniziale). L’allenatore emiliano dosa bene l’utilizzo del “gioiellino fatto in casa”, mentre l’ambiente tutto lo coccola come lo si farebbe in famiglia con un primogenito, facendogli pesare molte meno le responsabilità di quelle che in realtà porta sulle spalle.

Dall’azzurro, alla prima gioia in Coppa Italia – Le doti tecniche e tattiche che possiede, permettono a Cataldi di diventare un tassello fondamentale dell’Italia Under 21 di Gigi di Biagio. Schierato da titolare in 6 match su 7 durante quest’annata, risulta essere uno dei migliori tra i suoi agli Europei di categoria giocati in Repubblica Ceca. Riesce pure ad andare in rete nella gara di qualificazione contro la Serbia il 13 novembre. Con la Lazio tuttavia il percorso è totalmente diverso, la squadra soffre sul piano del gioco e di conseguenza calano nello spessore le prestazioni dell’aquilotto. Molto discontinuo in campionato, lo stendardo biancoceleste esprime il meglio in Europa League, dove Pioli gli affida le redini del centrocampo. La svolta arriva proprio quando meno te lo aspetti, a dicembre in Coppa Italia con l’Udinese. Coi friulani in vantaggio, Cataldi tira fuori tutto l’orgoglio: prima entra nell’azione del pari firmato da Matri, poi ribalta il risultato con il più facile dei gol, in tap-in. Si tratta della prima gioia con la prima squadra, l’esultanza infatti è un tutto dire. Un misto fra rabbia e gioia, desiderio di emergere in un momento così difficile per la sua Lazio, voglia di tirarla fuori dai guai. Lo stesso ragazzo lo ha ammesso, non è la rete che ha sempre sognato, l’Olimpico era vuoto quel giovedi pomeriggio. Ma il futuro per Cataldi è roseo, arriverà il giorno in cui potrà esultare sotto la Curva Nord insieme ai tifosi che tanto lo amano. 

Rocco Fabio Musolino – lazionews24.com