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A.MA.MI, Lotito: «La Lazio responsabile di educare prima persone e poi calciatori»

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A.MA.MI. è l’iniziativa promossa dalla Lazio contro la Violenza sulle Donne e la Violenza di genere: le parole di Lotito, Acerbi e Morace

La S.S. Lazio e l’Associazione ARGOS hanno indetto una conferenza stampa dedicata all’evento A.MA.MI, alla quale parteciperanno il Presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito, il Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Pino Cangemi, il calciatore Francesco Acerbi, l’allenatrice della squadra Lazio Women, Carolina Morace, Suor Paola, rappresentanti del mondo dello spettacolo come le attrici Anna Falchi, Antonella Lualdi, Antonella Interlenghi, Daniela Fazzolari, Linda Batista, rappresentanti delle Istituzioni, dei Corpi di Polizia, del mondo sportivo, giornalistico e televisivo.


Aggiornamenti a partire dalle 12.00

Inizia l’evento con la presentazione dei partecipanti.

Primo punto dell’evento, con la proiezione del cortometraggio «Il giorno più bello», regia di Walter D’Errico.

Parola al difensore della Lazio Francesco Acerbi: «Innanzitutto, vedendo il video di prima sono rimasto scioccato del fatto che non si può né veder né sentire che un uomo violenti una donna. Ma questo vale anche per ogni persona e secondo me questo atto va condannato come un omicidio. Sport e musica danno una spinta emotiva e fanno bene alla salute, del corpo e della mente. Per le donne dico che devono denunciare sempre ogni tipo di violenza. Non abbiate paura! Se lo fanno una volta lo faranno ancora. La violenza è una cosa veramente grave. Rimarrei volentieri, ma devo scappare agli allenamenti e devo prepararmi al discorso che ci farà oggi il Presidente».

Il giocatore viene premiato dall’ARGOS come Ambasciatore delle Buone Azioni.

Interviene anche Suor Paola, nota tifosa biancoceleste: «Sono contenta che si faccia questa manifestazione, soprattutto per ricordare persone che subiscono violenze del genere. Dio ha creato la donna facendo degli straordinari, dopo aver creato il mondo e l’uomo. Quando vedo donne grandi e capaci di costruire società accoglienti verso altre donne violentate o che hanno bisogno sono proprio contenta. Quando ci sono donne emarginate, queste donne forti possono aiutare creando posti di lavoro, ma, soprattutto, accogliendole e non rifiutandole. Le donne sanno vedere il mondo con occhio diversi, come nessuno sa fare. Ho aperto la mia casa-famiglia tanti anni fa perché, lavorando con il carcere di Regina Coeli, ho visto anche le condizioni dei familiari di questi carcerati, soprattutto delle donne. Le paure che hanno le donne sono terribili, perché tolgono loro l’identità e la speranza. Noi ridiamo loro questo, facendo sì che possano avere un futuro come tutti gli altri, inserendole anche in un tipo di attività come fare la mamma. Noi, nella nostra casa-famiglia, aiutiamo le donne così, cercando di inserirle nella società anche con un lavoro. Vorrei augurare a tutte le donne di rendersi conto del dono grande che hanno, cioè di vedere il mondo con occhi diversi e di poter aiutare gli altri. Tenendo sempre conto che ciò che ci aiuta veramente e che ci permette di fare veramente qualcosa sono le persone che incontriamo».

Interviene l’allenatrice della Lazio Women Carolina Morace: «Buongiorno a tutti. Penso che il filmato che abbiamo visto abbia generato negli uomini qui presenti un po’ di vergogna. Noi donne, invece, abbiamo provato umiliazione, come la donna del cortometraggio. Parlando di giovani e di educazione, mi è venuto in mente che per noi è impensabile parlare ai ragazzini di rispetto per le donne quando vedono le prostitute in giro per strada. Sappiamo come vengono trattate queste ragazze e io vorrei che riflettessimo su queste cose evidenti, che possono cambiare la cultura. Bisogna cambiare questo in Italia, perché nel resto d’Europa non è così».

Interviene il presidente della Lazio Claudio Lotito: «Ringrazio tutti di questa opportunità, in particolare ARGOS. Io facevo una riflessione: per chi ha avuto un’educazione cristiana e cattolica, con un grande rispetto dei valori umani, è stato molto toccato da questo video. La differenza tra l’uomo e la bestia è la razionalità: noi dobbiamo educare i nostri giovani, fin da quando sono adolescenti, al rispetto di quei valori umani. Io parlai di calcio didascalico e moralizzatore, che doveva rispettare ed insegnare i valori fondanti della società civile e dello sport: il merito, l’aggregazione e il rispetto della dignità umana e del valore della persona.

Un tempo avevamo gli insegnanti che lavoravano in simbiosi con la famiglia, che anche rimproveravano. Poi si andava all’oratorio, dove i giovani venivano educati ai valori spirituali, all’interiorità della persona. Oggi manca questo e, pertanto, non c’è più quella coscienza e quella consapevolezza dei valori. Come società, noi per i nostri calciatori abbiamo la responsabilità di formarli non solo nel fisico, ma anche nello spirito, perché possano essere dei veri cittadini. A volte ci si preoccupa solo dell’obiettivo sportivo, ma noi puntiamo a formare dei ragazzi che possano essere dei veri modelli civili. La Lazio è stata la prima società ad adottare uno psicologo per aiutare non solo i ragazzi, ma anche i genitori, che spesso sfogano su di loro le loro aspettative, prescindendo dai valori umani per raggiungere un obiettivo sportivo. Le donne hanno, poi, una responsabilità diversa rispetto agli uomini, ma unendo queste due forme mentali, si può arrivare a produrre dei risultati importantissimi in tutto il mondo dello sport.

Spesso la gente mi fa i complimenti per il comportamento dei miei giocatori. La formazione e l’educazione è importante. Dunque, noi dobbiamo educare i nostri atleti al rispetto dell’essere umano, a prescindere dal genere e dalla razza, e il calcio può farlo questo, perché ha una grandissima visibilità a livello mediatico e perché permette di abbattere ogni muro e ogni divisione. La Lazio, poi, è sempre stata a sostegno delle forze dell’ordine e delle istituzioni: noi dobbiamo combattere per dare certezze e stabilità alle vittime e per dare delle sicurezze».

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