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Lotito ai pm, il retroscena: «C’è una regia che vuole destabilizzare la Lazio e farla finire in mani ignote»

Il presidente biancoceleste Claudio Lotito è stato sentito per ore dai pm della procura di Roma denunciando la regia di esterni
Una presunta trama nell’ombra per strappare il controllo della società biancoceleste. Come riportato in esclusiva da Il Fatto Quotidiano, il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato ascoltato per ore dai pm della Procura di Roma lo scorso 30 giugno. Il senatore di Forza Italia, sentito come persona offesa, ha denunciato l’esistenza di una vera e propria “regia terza ed esterna” intenzionata a destabilizzare finanziariamente e politicamente l’asset azionario del club capitolino per farlo finire in mani ignote. Queste le parole di Lotito: «C’è una regia che vuole destabilizzare la Lazio e farla finire in mani ignote».
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L’inchiesta giudiziaria per destabilizzare la Lazio
I magistrati romani hanno aperto un fascicolo ad ampio raggio che ipotizza i reati di aggiotaggio, tentata estorsione e atti persecutori ai danni del patron. Secondo gli inquirenti, la durissima contestazione della tifoseria degli ultimi mesi potrebbe configurarsi come un’opera di “fiaccamento” sistematico riconducibile a un unico disegno criminoso, un vero e proprio stalking giudiziario e mediatico finalizzato a costringere Lotito a cedere la presidenza.
I nomi della politica legati al piano per destabilizzare la Lazio
Davanti ai pm, il presidente ha tracciato una mappa dettagliata dei legami politici ed editoriali che ruoterebbero attorno alle proteste della piazza. Lotito ha menzionato la presenza alle manifestazioni di figure istituzionali di rilievo, come il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Tra gli elementi portati all’attenzione della magistratura spicca anche il ruolo della Banca del Fucino guidata da Mauro Masi, istituto tramite il quale la tifoseria vorrebbe lanciare l’azionariato popolare, e la campagna editoriale del quotidiano Il Tempo — di proprietà della famiglia del deputato leghista Antonio Angelucci — sostenuta dagli interventi dell’opinione pubblica firmati da Luigi Bisignani. Va specificato che nessuno dei soggetti citati risulta attualmente indagato.
Il tesoretto economico che rischia di destabilizzare la Lazio
Dietro a questo presunto attacco ci sarebbe una precisa motivazione economica. A novembre si concluderà ufficialmente il piano di rientro del maxi-debito ereditato dalla gestione di Sergio Cragnotti. Questo significa che, a partire dal prossimo anno, il bilancio biancoceleste beneficerà di ben 30 milioni di euro in più a stagione, un tesoretto che rende il club appetibile per nuovi acquirenti.

