Vialli: «Scudetto? O si gioca in sicurezza o meglio non assegnarlo»

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Il team manager dell’Italia, Gianluca Vialli, si è raccontato in una lunga intervista affrontando anche il discorso della ripresa

Gianluca Vialli, team manager della Nazionale azzurra, ha analizzato il momento che sta attraversando il calcio in un’intervista rilasciata per le colonne di Repubblica:

SCUDETTO A TAVOLINO – «Non lo vorrei, non dopo quello che sta accadendo. Bene se si potrà chiudere la stagione in qualche modo, in sicurezza. Altrimenti, meglio non assegnarlo».

CALCIO – «Si dovrebbero dimenticare gli interessi di parte e gli egoismi, anche se capisco i presidenti alle prese con una crisi mai vista. Qualcuno per forza di cose ci rimetterà. Un errore da non commettere è la fretta. Si abbia fiducia nelle competenze di quelli che se ne intendono e ci dicono cosa fare: preghiamo che lo sappiano davvero. E si torni in campo solo quando i medici e gli esperti diranno che è possibile, anche se sono io il primo a desiderarlo. Ma nel frattempo occorre un atto di responsabilità generale, al di là dell’emergenza dell’intero sistema».

STIPENDI CALCIATORI – «Il sacrificio dovrà essere sostenuto da tutti, non solo dagli atleti. Mi sembra interessante quello che accade qui in Inghilterra, dov’è stato creato un fondo di solidarietà alimentato da una quota dei guadagni dei giocatori: i fondi li distribuiscono loro, direttamente alla sanità pubblica. I calciatori inglesi hanno scelto la via della solidarietà perché sanno che il taglio delle loro paghe significa meno tasse: e le tasse si versano per il bene comune, per finanziare i servizi di cui una collettività ha bisogno».

EUROPEO RINVIATO – «Avranno un anno in più per calarsi davvero nel Club Italia, per sentirsi più forti e non voltarsi verso la panchina, cioè verso Roberto, quando le cose si mettono male. Un anno di crescita servirà».

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