Totti: «Mai coinvolto nel progetto. Io alla Lazio? Ho rispetto dei tifosi…»

totti
© foto www.imagephotoagency.it

Totti, le parole dell’ormai ex dirigente della Roma oggi in conferenza stampa nella sala principale del CONI

Nella sala principale del CONI è andato in scena l’addio di Totti alla Roma. Le sue parole in conferenza stampa: «Non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico, non mi hanno mai chiesto di esprimermi. Il primo anno ci sta, ma al secondo sapevo cosa volevo fare e non ci siamo mai aiutati l’uno con l’altro. Loro conoscevano le mie intenzioni, ma non hanno mai voluto. Mi hanno tenuto fuori da tutto. Tutti sappiamo che mi hanno fatto smettere da calciatore nella Roma. Come dirigente avevo un contratto di 6 anni e sono entrato in punta di piedi in un altro ruolo. Promesse tante, ma non sono mai state mantenute».

BALDINI –  «Il rapporto con lui non esiste, e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è normale che ci siano degli equivoci. Uno dei due doveva andare via, mi sono fatto da parte io. Troppe persone in una società non servono. Alcune fanno solo casini, solo danni. Ognuno dovrebbe fare solo il suo. E’ un gallo che canta da lontano, ma l’ultima parola spettava sempre a Londra. Chi cantava da Trigoria aveva poco potere. Era tempo perso».

ALLENATORI – «Sarri? No, non l’ho mai contattato. Qualcuno lo ha contattato, era sun suo pallino. Perché non è venuto a Roma? Chiedetelo a quella persona. Avrebbe fatto comodo ovviamente. Fonseca ora deve trovare un ambiente sereno e tranquillo. Senza intoppi. La gente lo stima per come si è messo a disposizione. Mi sembra un grande allenatore che ha studiato. Conte ha detto no perché doveva venire qui e fare una rivoluzione. Lui invece voleva dare continuità al progetto. Tornerò allo stadio, magari pure in curva Sud con De Rossi».

TRIGORIA – «Qualcuno mi ha pugnalato? Lo hanno fatto, ma non farò mai i nomi. C’è chi non mi vuole dentro Trigoria. Purtroppo ci sono delle persone che fanno il male della Roma ma Pallotta si fida solo di queste. Io conosco gli spostamenti di tutti. So per filo e per segno come va gestita, solamente perché ci sono cresciuto. Pallotta ha cercato in tutti i modi di trattenermi, sempre però per vie traverse. In due anni non l’ho mai sentito. Né lui né Baldini. Mai un messaggio, mai una telefonata. Vuol dire che non ero ben voluto. Poteva anche dirmi quando avevo sbagliato, ma non è mai successo».

MALAGO’ – «Se lui diventerà presidente della Roma sicuramente mi chiamerò, probabilmente con lui avrò un po’ più di fiducia e potere. A me poco me ne serve. Io per questa società sono stato un peso, mi hanno detto che sono un personaggio troppo ingombrante, lo sono stato da calciatore e per loro lo ero anche da dirigente. Ed essere considerato un peso mi ha fatto male perché quando ti stacchi da una mamma è dura».

FUTURO – «Futuro? Ho avuto offerte da club italiani. Uno stamattina, valuterò tutto. Quali squadre non posso dirlo. Anche squadre come Juventus o Napoli? Non esageriamo. Lazio? No, ho rispetto sia dei tifosi della Roma che della Lazio. Sono stato contattato dalla FIFA, dalla FIGC, tanto sono cose che sapete meglio di me. Troppe le ho sapute prima dai giornali e poi dai diretti interessati, quindi immaginate che considerazione…»