Tiribocchi difende Sarri: «Non è un allenatore finito, e criticare il suo gioco lo trovo ingiusto»
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Tiribocchi difende Sarri: «Non è un allenatore finito, e criticare il suo gioco lo trovo ingiusto»

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Tiribocchi, l’ex attaccante esprime le sue parole di elogio nei confronti del tecnico biancoceleste alla luce delle critiche ricevute

Ai microfoni di Tvplay alla luce della sconfitta pesante contro l’ Atalanta, ha parlato Simone Tiribocchi il quale si sofferma sulla situazione della Lazio e di Sarri

PAROLE – Il calcio di Sarri non è al tramonto, mi sembra eccessivo affermare tutto ciò. Io credo che la Lazio nella passata stagione sia andata sopra alle aspettative e di conseguenza quest’anno era impensabile fare meglio. In questo campionato ha difficoltà a creare gioco e in più non ha la difesa della scorsa annata che insieme alla Juventus si era contraddistinta per essere tra le più solide. Il gioco di Sarri è molto codificato e devi stare al 100% fisicamente tutta la squadra. Se hai qualche giocatore sottotono è evidente che poi si perdano le distanze in campo e non ha più la lettura individuale nel ruolo, ma hai solo un reparto che non lavora per bene visto che lui lavora solo di reparto. In ogni caso non è un percorso finito, ma è evidente che ad oggi sta avendo grandi difficoltà. La fase realizzativa non è prolifica perché togliere fantasia e vivacità agli attaccanti alla lunga può penalizzare e in più non ha quella solidità difensiva della scorsa stagione

La gestione Lazio è molto diversa da altre società. In altre piazze sarebbe stato fatto un mercato importante per l’allenatore, oppure sarebbe stato mandato via il tecnico. E’ evidente che all’interno ci sia comunque la fiducia che questa situazione possa cambiare da un momento all’altro. Non è solo il guadagno economico di Sarri che ti porta a fare risultato. Poi c’è la polemica che a gennaio non sia arrivato nessun innesto in una squadra che è attualmente è al nono posto in classifica. 

Dove arriva la forza dell’allenatore c’è anche il discorso di essere un po’ aziendalisti, cioè che si va avanti con quello che si ha. Io credo che la Lazio non abbia messo Sarri nelle migliori condizioni per rendere. Milinkovic-Savic si sapeva che non sarebbe mai stato rimpiazzato da nessuno perché aveva coraggio, tecnica, personalità e dava soluzioni anche nel gioco aereo. Come si sapeva che prima o poi Immobile non avrebbe più segnato 20 gol all’anno. Credo che non siano state messe in conto alcune cose in prospettiva futura. Guendouzi, ad esempio, è un ottimo giocatore ma non è Milinkovic-Savic

La mancanza di acquisti a gennaio mi fa pensare che non ci sia più fiducia nell’allenatore, che si arrivi a fine anno e si cambia. Credo che ci sia poca stima reciproca tra mister e società, una piccola frattura. E’ la settimana che conta. Se io compro giocatori importanti si alza il livello durante gli allenamenti e aumenta la competizione, mettendo in discussione anche tutti coloro che magari ad oggi si sentono titolari indiscussi e non danno il 100%. Da tre anni la Lazio è grossomodo sempre la stessa e credo che lavorare durante la settimana costantemente nello stesso modo e con le stesse idee rischia di far calare un po’ l’attenzione. Lo staff però dovrebbe dare sempre input nuovi per tenere alta l’asticella ed evitare che si crei quella pigrizia mentale

Gasperini, rispetto alla Lazio, attua un gioco molto diverso e soprattutto cambiano più spesso i calciatori, vende, ricompra e crea sempre entusiasmo. E’ un gioco molto più fisico, individualista, con i tre davanti che provano il dribbling e non devono lavorare per forza in una certa maniera. Non ci sono i reparti e durante la settimana lavorano sempre sui duelli e l’allenamento porta stimoli totalmente diversi. Io credo che bisogna sempre capire i momenti del campionato ed ora è innegabile che la Lazio stia perdendo punti e partite in malomodo

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