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2014

Stendardo: “Ringrazio i tifosi della Lazio, mi incitano sempre”

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Ai microfoni de “I Laziali Sono Qua”, sugli 88.100 FM, è intervenuto Guglielmo Stendardo, attuale difensore centrale dell’Atalanta: “Ho avuto la fortuna e il privilegio di indossare una maglia importante e prestigiosa, che rappresenta la prima squadra della Capitale”.

Qual è stato il momento più bello che hai vissuto da laziale?
“Senza dubbio la partita di Champions League giocata in casa contro il Real Madrid. Mi ritrovai persino a fare l’assist per uno dei due gol di Pandev. Pareggiammo 2-2 in rimonta davanti ad 80.000 persone. Fu il giorno più bello ed importante della mia carriera”.

Quando arrivasti nel 2005, eri reduce dall’esperienza di Perugia. Come fu l’impatto con l’ambiente e con la tifoseria biancoceleste?
“Straordinario. Ricordo come se fosse adesso il mio esordio in campionato contro il Messina. Ero molto emozionato, avvertivo il senso di responsabilità. Secondo me, quando un calciatore scende in campo, non rappresenta solamente una società, ma un intero popolo”.

A quali calciatori della Lazio ti sei legato di più nel corso del tempo?
“Nel primo periodo a Paolo Di Canio. Paolo è un puro, un istintivo. In quegli anni è stato un esempio di professionalità e attaccamento alla maglia, soprattutto per noi che eravamo più giovani. Nella seconda parte della mia esperienza a Roma sono diventato molto amico sia di Hernanes che di Floccari”.

Sei sempre stato un giocatore molto rispettato dai tifosi. Cosa pensi della gente laziale?
“Sono eccezionali. Colgo l’occasione per salutarli calorosamente e per ringraziarli pubblicamente per tutte le volte che mi hanno acclamato. Inoltre, ogni volta che torno all’Olimpico da avversario, non mancano mai di incitarmi. E’ successo anche qualche settimana fa in Lazio-Atalanta. Per me questo è un motivo di grande orgoglio”.

A proposito di Lazio-Atalanta. Come vedi hai visto la Lazio?
“E’ una squadra molto equilibrata, che ha nel centrocampo e nell’attacco la sua forza. Gente come Candreva e Klose non se la possono permettere tutti. Inoltre ha recuperato Federico Marchetti, che secondo me è uno dei migliori portieri italiani. Diciamo che può tranquillamente centrare l’Europa. Per arrivare al terzo posto servirà che tutto l’ambiente, a cominciare dalla società, remino nella stessa direzione”.

Il calciatore che ti ha sorpreso di più?
“Felipe Anderson. L’anno scorso aveva già fatto vedere la sua bravura, ma non era stato continuo. La differenza tra un buon giocatore e un grande giocatore sta proprio in questo, nella continuità delle prestazioni”.