Roma, 13 ultrà rinviati a giudizio: ecco cosa fecero nel 2016

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Tesero un agguato ad alcuni turisti svedesi prima del derby, 13 ultras della Roma rinviati a giudizio

I fatti risalgono al 2016 quando alla vigilia di un derby tra Roma e Lazio un gruppo di circa 20 persone aggredì alcuni turisti svedesi, con addosso la maglia della Lazio, seduti nei tavoli esterni del pub Yellow di via Palestro numero 20. Come riporta l’edizione odierna de Il Tempo tramite intercettazioni, pedinamenti, video e telefonate il pm Eugenio Albamonte ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dei 13 ultras della Roma. Grazie alle indagini era venuto alla luce anche il manifesto programmatico dei tifosi giallorossi che, per gli inquirenti, rappresenta un «modus agendi da branco, studiato, coeso, programmato, per realizzare azioni connotate da assoluta gravità ed efferatezza». Ecco il contenuto del manifesto: «Questa chat è stata fatta perché ognuno che ne fa parte crede in questo gruppo e in quello che si sta facendo. Far parte di un gruppo significa sacrificio … Significa credere in quello che si fa. Se in questo gruppo qualcuno non ha voglia o gli è passata o vuole farsi le trasferte tranquillamente per conto suo non c’è nessun problema… Può uscire senza nessuna costrizione da parte di nessuno. Ma se si sta qui sopra ci si sta in una certa maniera. In una certa maniera significa dare la propria disponibilità, rinunciare se serve a una serata in discoteca o qualsiasi altra cosa. Se qualsiasi persona che sta qui sopra ci ha ripensato e non se la sente nessun problema ripeto. Per chi rimane mercoledì tutti presenti (…). Tutti! Così da cominciare a conoscervi per cominciare a viaggiare spalla a spalla in tutto!».

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