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Pedro: «Sono orgoglioso della mia carriera, alla Lazio sto alla grande»

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Pedro, esterno della Lazio, si è raccontato a El Periodico: tra passato e presente, tanti i concetti espressi dall’ex Barcellona

L’esterno spagnolo della Lazio, Pedro, ha rilasciato una lunga intervista a El Periodico. Le sue parole: «Quest’anno è stato frenetico all’inizio ma poi mi sono divertito molto dal mio arrivo alla Lazio. Sono molto felice, anche se al momento non siamo vicini ai nostri obiettivi. Uno di questi era di finire tra i primi quattro, il che è molto difficile al momento».

BILANCIO CARRIERA – «È ovvio che non è la stessa cosa che all’inizio. Ovviamente la mia carriera è cambiata molto. Ho iniziato al Barcellona vincendo molti titoli in un periodo brillante, giocando con calciatori che hanno segnato un’epoca come Messi, Xavi, Inesta…Ho vinto una coppa del mondo questo è stato senza dubbio il grande evento della mia carriera. Ciò significa che ero un po’ sotto i riflettori, ma i tempi passano. Ho lasciato il Barcellona e il contraccolpo c’è stato, è cambiata la situazione una volta arrivato al Chelsea come adesso in Italia. Ogni epoca è diversa dalla precedente, l’importante è godersi lo sport e imparare dalle esperienze. In questo senso sono molto felice di aver gareggiato in tre campionati diversi, tre paesi diversi con le loro lingue, la loro cultura, il loro modo di essere».

ORGOGLIO MAGGIORE – «Di cosa vado più orgoglioso? Sono stato molto fortunato, è un po’ una questione di personalità. Ho sentito la gente molto vicina a me, ho sentito quell’affetto che è la cosa più soddisfacente per me. Questo, e anche l’eredità che lasciamo con la Fondazione. Senza dimenticare il privilegio che è stato per me giocare accanto a leggende del calcio come Messi. Con il passare del tempo si dà più valore a ciò che si è raggiunto e lo si vede con una prospettiva diversa. Per me è molto curioso incontrare nuovi compagni di squadra e ricordarmi di tutto ciò che ho raggiunto: la Coppa del Mondo, la Champions League, le partite giocate… Sono orgoglioso del rispetto degli altri ma soprattutto dell’amore dei fan ai quali sono grato per la gentilezza che mi hanno sempre dimostrato. Non potendo ringraziarli persona per persona cerco di offrire agli altri il miglior esempio possibile. Se potessi dare un consiglio alle nuove generazioni, direi loro di non allontanarsi mai dalla gente».

FAMIGLIA – «Cosa mi chiedono i miei figli? A volte ho la sensazione che non si interessano molto. Si rendono conto che quando vado a prenderli a scuola, per la strada mi chiedono autografi o foto. Forse non sono ancora grandi per chiedermi dei miei ricordi, mi chiedono dei giocatori attuali come Mbappè o Haaland. Ma sono sicuro che in futuro, vedranno dei video di quello che ha fatto suo padre e penso che per loro sarà un orgoglio».

CALCIATORE PROFESSIONISTA – «La cosa positiva di essere un professionista? I soldi sono importanti perché ti permettono di aiutare la tua famiglia e gli amici che non se la passano bene. Credo questo aspetto sia importante per tutti. Alla fine, ogni professionista cerca il miglior lavoro possibile per vivere al meglio. Ma a dire la verità, quando ho iniziato a giocare non pensavo ai soldi. Non credo che nessun giovane pensi a fare milioni o a vivere bene. Pensavo solo a vivere e godermi le esperienze, per esempio giocare con Leo Messi. Da quando sono qui alla Lazio ci sono molti compagni di squadra che si stupiscono quando glielo racconto, è qualcosa di più bello che guadagnare soldi».

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