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Gregucci: «Immobile ha cambiato il derby. E su Milinkovic…»

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Gregucci ha commentato il trionfo della Lazio nel derby contro la Roma, soffermandosi sulle prestazioni di Immobile e Milinkovic

Gregucci ha commentato il trionfo della Lazio nel derby contro la Roma, soffermandosi sulle prestazioni di Immobile e Milinkovic. Queste le sue parole, rilasciate ai microfoni di Lazio Style Radio.

SVOLTA – «La Lazio prima di domenica non aveva perso entusiasmo, ma è nella fase sperimentale di un nuovo ciclo. Con Sarri cambiano i parametri del modo di stare in campo, è necessario avere il tempo per acquisire i nuovi meccanismi. Il derby è una partita spartiacque e complicata per gli umori che genera. La Lazio ora deve stare attenta, il passato mi ha insegnato che il derby può rilassarti; i biancocelesti devono preparare con grande intensità le prossime partite».

POSTDERBY – «Anche dopo la vittoria con i giallorossi, la Lazio non ha un’identità forte, c’è ancora da aspettare. I primi venti minuti della stracittadina sono serviti per evitare di consegnare le partite agli episodi che poi si sono verificati, come ad esempio i calci piazzati degli avversari».

CENTROCAMPO – «La Lazio ha tre centrocampisti che hanno fatto la fortuna della precedente gestione. Milinkovic è un fattore del calcio italiano, cambia le partite; Luis Alberto è il più bravo ad imbucare della Serie A, mentre Lucas Leiva purtroppo deve fare i conti con la carta d’identità ma è un calciatore d’esperienza con un profilo internazionale. Sono tre giocatori che amano stare dentro il campo, hanno bisogno di giocare in questo modo per esaltare le loro qualità. Inoltre, va anche detto che Felipe Anderson sulla fascia può essere un calciatore devastante».

IMMOBILE – «Immobile è stato il primo elemento che ha cambiato la partita, si è portato dietro i difensori della Roma in mezzo al campo aprendosi così lo spazio. Nella costruzione dal basso la Lazio aveva poi una superiorità che sfruttava per costruire il gioco. Un altro aspetto importante è stato gli uno contro uno sugli esterni di Felipe Anderson e Pedro».