Moggi: «Biglia non è un campione». L’ag. risponde: «Da dieci anni dà la palla a Messi»

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AGGIORNAMENTO DEL 29/12 ORE 9.00 – La frase dell’ex dirigente bianconero proprio non è andata giù all’agente del Principito, Enzo Montepaone, che tramitre il proprio profiilo Twitter ha voluto rispondere così: «Da dieci anni dà la palla a Messi! Non è un campione! E tu a chi dai il pallone?».



Ai microfoni di Radio Incontro Olympia è intervenuto l’ex Dg della Juventus Luciano Moggi: «L”operato di Lotito economicamente parlando è buono, su questo non ci piove. In questo campionato in cui si lotta per il 2 e il 3, la Lazio batte la Fiorentina dando spettacolo, poi becca 3 gol dall’Inter. Questa è la forza della Juve, che fa lottare le altre e se ne va. La Champions è una fonte di guadagno. Una società che entra dentro ha dei vantaggi importanti, c’è chi rischia e chi invece non sa rischiare. La dimensione della Lazio è di una squadra che arriva quarta-quinta. È meritoria per l’Europa League, deficitaria per la Champions League. In questo momento Napoli e Roma sono superiori alla Lazio. Lotito non vuole correre il rischio di appesantire la gestione. Quando ci saranno 4 posti disponibili per la Champions, allora magari potrà essere fatto uno sforzo diverso. Come può crescere la Lazio? Ci vuole coraggio. Le cessioni sono più difficili da fare rispetto agli acquisti. Alla Juve abbiamo venduto Zidane a 150 miliardi, non so in quanti avrebbero avuto il coraggio di farlo. A un terzo del costo comprai Pavel Nedved. Feci una rapina alla Lazio? Ho fatto una cosa che era interesse della mia società. Comunque comprai Nedved prima di vendere Zidane perché ero sicuro di farci i soldi con la sua cessione. Ora tutti sono preoccupati di comprare perché hanno paura di non riuscire a vendere successivamente». Poi sul mercato e sulle possibile operazioni: «Il migliore della Lazio era Candreva, ora c’è un bella rosa omogenea, sono tutti giocatori buoni, il migliore davanti forse è Immobile. I rinnovi di de Vrij, Biglia e Keita? Nessuno dei 3 è determinate per l’economia della squadra: se manca uno di questi, la squadra non perde la propria essenza. Forse il più difficile da sostituire è Biglia, ma non è un campione. È un buon giocatore, ma niente di più, niente a che vedere coi campioni. La Lazio deve prendere giocatori giovani, importanti. Deve migliorare la rosa se vuole andare in Champions e non vendere per poi comprarne altri. Candreva era alla Lazio e doveva restare alla Lazio. Keita e de Vrij devono dimostrare un valore diverso. Se vanno in altre squadre non fanno la parte dei campioni, ma di quelli che completano una rosa importante». Un pensiero su Felipe Anderson: «Potrebbe avere le qualità del campione, ma non ha la testa. Non ha la cattiveria dell’attaccante, ha fatto troppo poco fino a questo momento per dire che sia un giocatore affidabile. Wallace? Ha i presupposti giusti, è alto, ha un bel fisico. Però pure lui non fa la differenza. Domando: ma perché la Juve investe su Rugani dell’Empoli, che è costato più o meno come Wallace e ora può giocare senza problemi al posto di Chiellini, Bonucci e Barzagli e la Lazio punta invece un brasiliano?».

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