Cutrone, impara da Klose: l’onestà vale più di un goal – VIDEO

Cutrone milan lazio
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Polemiche per il goal di mano di Patrick Cutrone: non si discute la qualità del calciatore, ma per diventare campioni bisogna essere anche uomini. E Miroslav Klose insegna…

Il Milan festeggia, la Lazio recrimina ma applaude l’avversario. E’ stata una partita poco brillante per la squadra di Simone Inzaghi, usando un eufemismo, ma gran merito va anche dato alla tenacia messa in campo dagli uomini di Gennaro Gattuso. E se la fortuna aiuta gli audaci, allora forse il 2-1 è il risultato più giusto. Ma, a proposito di fortuna: quella si, è bendata… la sfiga però ci vede benissimo e probabilmente avrà preso di mira la Lazio. Già, perchè la rete segnata con la mano da Patrick Cutrone manda nuovamente su tutte le furie il popolo biancoceleste e riporta a galla le numerose critiche avanzate sulla Var technology negli ultimi mesi. Possibile che nessuno degli arbitri predisposti a valutare certi episodi sia riuscito a cogliere un’irregolarità così evidente nelle immagini al replay?

MIROSLAV KLOSE, ESEMPIO DI UN CALCIO CHE NON ESISTE PIU’

Ragionando per assurdo, si pone il caso che l’assistente Var sia stato ingannato dalla mancate proteste della formazione capitolina. L’ipotesi è plausibile, d’altronde sul campo nessuno ha notato quel tocco malizioso per via della velocità dell’azione. Ma diverse domande sorgono spontanee: cosa passa nella mente di un calciatore che ha siglato una rete irregolare? Non si discute il valore di Cutrone che, per carità, potrà anche diventare il futuro centravanti della Nazionale Italiana, ma davvero un goal vale più della propria reputazione? Nel giorno in cui l’intero calcio tricolore celebra Gianluigi Buffon, bandiera juventina ammirata da tutti gli appassionati per la sua sportività, a San Siro va in scena un episodio simbolo di un calcio che non esiste più. A tal proposito, come dimenticare l’ammissione di Miroslav Klose in un Napoli-Lazio di qualche anno fa. Perchè magari si potrà essere anche forti con i piedi o bravi nell’inserimento in area coi tempi giusti, ma per diventare campioni serve ben altro, ad esempio avere la correttezza di vincere nel rispetto dell’avversario.