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Massimo Maestrelli: «Papà vive ancora. Sarri può ripetere la sua impresa»

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Massimo Maestrelli, figlio dell’indimenticato Tommaso, ha ricordato il Maestro elogiando anche Maurizio Sarri

Intervistato da Il Messaggero, Massimo Maestrelli ha ricordato così il padre Tommaso, condottiero della Lazio scudettata del 1974:

Oggi è un giorno dolce e amaro.
«Per me è solo bello perché, a parte l’aspetto terreno, io non ho mai avuto la sensazione che papà se ne sia andato. In questi anni c’è sempre stato, ogni giorno. Due settimane fa a Tor di Quinto si è tenuto un memorial per Wilson, sono stato bruscamente ripreso da un carabiniere perché avevo parcheggiato dentro il motorino. Dopo, appena ho fornito il documento, si è mortificato: Io le devo chiedere scusa, questa è casa sua. Io mi sono quasi vergognato, ma poi ho sorriso. Da quasi 50 anni, in questi episodi, mio padre è vivo».

Tutti ancora lo venerano e non c’è mai un ricordo fuori posto.
«Ha messo d’accordo un Paese intero. Svuotando casa di mia sorella ho trovato i telegrammi del presidente Fraizzoli: Inspiegabile la retrocessione del Foggia che gioca il calcio più bello d’Italia, la mia stima rimane immutata nei suoi confronti. E uno bellissimo di Berlinguer, che non pensavo mai si potesse occupare di calcio. È un mito che va oltre il pallone, che di solito cancella tutto, mangia un allenatore dietro l’altro, calpesta carriere di giocatori perché ha sempre bisogno di storie nuove. Quella di Maestrelli interessa ancora oggi, Lotito ha fatto di tutto per ricordarlo».

Eppure Tommaso buono, pacato, sembrava un anti-personaggio.
«Sì, forse oggi, in cui tutto è polemica e arroganza, sarebbe una figura anacronistica. Eppure la gente racconta ancora le sue gesta e quelle della sua banda, molto di più delle altre favole di Cagliari e Verona. I drammi della Lazio hanno accolto tanta benevolenza. Parliamoci chiaro, fossero stati ancora tutti in vita, forse non ci sarebbe stata la stessa gloria».

È rimasto nel cuore di Tommaso, Chinaglia oggi sarà al suo fianco in panchina.
«Ci pensavo da due anni, con un artista famoso abbiamo deciso di realizzare una panchina a forma ellittica che posa su due basi di metallo leggere, quasi sospesa, e ho fatto inserire la formazione della squadra e il 100 in azzurro chiaro, ovvero i suoi anni».

Sarri è sbarcato a Roma e lo ha subito citato: può ripercorrere davvero le orme del Maestro?
«Sono stato a cena con lui insieme a mia moglie 4 anni fa. Passammo una serata bellissima. Tutti lo descrivono come uno burbero, si presentò in giacca e cravatta con un vestito grigio, ci sorprese con la sua cultura. Per un figlio è stata una gioia sentirlo poi parlare di papà come persona, appena sbarcato in panchina. Lui come babbo, difende sempre la squadra, fa da schermo quando qualcuno fa una pressione sbagliata. Guai a toccargli la Lazio, come papà. Quest’anno il campionato della Lazio può portare a qualcosa di eccezionale ed inaspettato, io credo in un miracolo dell’ultima giornata. Vedo Sarri mettere qualcosa di bello, bello e bello in bacheca, dedicare l’1% a papà, il resto a un’altra eternità».

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