Lazio, troppi sfavori arbitrali in Europa League: dal 2009 biancocelesti spesso penalizzati - Lazio News 24
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Lazio, troppi sfavori arbitrali in Europa League: dal 2009 biancocelesti spesso penalizzati

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Il rigore non fischiato su Lulic in Siviglia-Lazio è solo l’ultimo dei tanti episodi arbitrali sfavorevoli che hanno penalizzato i biancocelesti in Europa League negli ultimi anni

Parlare di qualificazione mancata per un errore arbitrale probabilmente non sarebbe l’analisi giusta per Siviglia-Lazio, però chissà come avrebbe cambiato la partita l’assegnazione del rigore per fallo di Gabriel Mercado su Senad Lulic. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, non è la prima volta che i biancocelesti si trovano a dover recriminare in Europa League. La “black list” inizia proprio in terra spagnola quando i capitolini furono sconfitti 4-1 dal Villarreal. L’arbitro tedesco Kirchner prima concesse una punizione inesistente da cui arrivò l’1-0 (leggera trattenuta di Foggia su Capdevila), poi tirò fuori il rosso a Baronio per un gesto violento mai commesso e graziato Llorente, infine assegnò un penalty molto generoso per il raddoppio. Circa due anni più tardi contro lo Sporting Lisbona la serie di sfavori si allungò a causa del fischietto belga Gumienny: gol di Insua oltre il recupero del primo tempo (con Reja furioso in tribuna, era già stato espulso) e mancata concessione di un rigore su Sculli. Nel 2013 a Monchengladbach si arrivò ad accordare ben tre massime punizioni a favore dei padroni di casa, con l’arbitro russo Karasev che, per non farsi mancare nulla, mandò Dias anzitempo sotto la doccia.

CONTINUI ERRORI CON LA LAZIO – Il 4 aprile 2013 nel quarto d’andata in casa del Fenerbahce arrivò la direzione di gara più contestata dalla Lazio. Lo scozzese Collum prima non assegnò un rigore a Ederson steso da Mehmet Topal (fallo da ultimo uomo, andava anche espulso), poi ne diede uno ai turchi per un tocco di mano involontario di Radu. Nel mezzo un rosso fiscale a Onazi e punizione da cui scaturì il 2-0 di Kuyt da non concedere perchè preceduta da un fallo ai danni di Mauri. Nel 2014 contro il Ludogorets sul 2-2 addirittura non si capì bene se il pallone bloccato da Marchetti avesse superato o meno la linea, mentre lo scorso anno l’arbitro Hategan condizionò l’andata del doppio confronto con il Salisburgo: penalty più che generoso per fallo di Basta su Dabbur e uno non fischiato ad Immobile. Una lunga sfilza di episodi che fa crescere ancora di più l’amaro in bocca per l’eliminazione di ieri sera.

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