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Campionato

Lazio, carattere nuovo e problemi vecchi. E ora tutto si complica

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Il match con il Torino ha evidenziato il carattere della Lazio di Sarri, ma anche i soliti problemi. E ora l’Europa è più lontana

Un punto guadagnato o due punti persi? Senza alcun dubbio è questa la domanda che caratterizzerà la Pasqua della Lazio. La sfida con il Torino ha offerto molti spunti di riflessione. Sicuramente, nel complesso, l’amaro in bocca c’è, ma non si può non tenere dell’andamento della partita.

DIFFICOLTÀ – Per almeno un’ora la squadra biancoceleste è stata in evidente difficoltà. Il pressing alto, le marcature a uomo e l’aggressività dei granata hanno messo in difficoltà e non poco gli uomini di Sarri. I capitolini non sono riusciti a fare il consueto possesso palla e a giocare in profondità. Ed ecco che sono venuti fuori, ancora una volta, i soliti limiti e problemi. Perché quando i biancocelesti non riescono, vuoi per merito degli avversari, vuoi per mancanza di lucidità e brillantezza, a recitare il copione e a indirizzare la partita com’era stata immaginata e preparata, sembrano entrare in un tunnel senza uscita. Da qui un’infinità di errori, una disattivazione e delle mancanze quasi basiche. Basti pensare all’assenza di pressing e alle marcature tutt’altro che perfette in area piccola.

REAZIONE – Ci sono però anche i lati positivi. Come ha sottolineato Sarri nel post partita, molto probabilmente qualche mese fa la Lazio avrebbe perso questa partita. Ed è per questo che non può non essere sottolineata la reazione nel finale. Una reazione causata forse dal calo del Torino, ma anche frutto del carattere e di un cambiamento di atteggiamento, favorito dalle sostituzioni. I biancocelesti negli ultimi minuti hanno dimostrato di saper comunque cambiare registro, iniziando a giocare sporco e puntando sulla fisicità. Milinkovic e Immobile hanno fatto la differenza, ma forse questa difficoltà nell’adattarsi a una partita diversa dalle previsioni può dipendere dalle caratteristiche dai singoli e dalla mancanza di vere e proprie alternative di livello. Insomma, problemi che si ripetono. Problemi che fanno parte di un percorso di crescita, che comunque, se si pensa agli scorsi mesi, c’è indubbiamente stato.

EUROPA COMPLICATA – E ora? Il risultato di ieri, classifica alla mano, complica il cammino verso l’Europa. La Lazio non è più padrona del proprio destino e adesso, oltre a fare il suo, deve sperare in qualche incrocio positivo. Si può però ripartire da quei 20 minuti finali. E dalla convinzione che si debba spesso fare di necessità virtù.