Lazio senza idee, attaccanti isolati: le tre punte toccano sempre meno palloni

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Non c’è niente da fare. Quando si presenta l’occasione per spiccare il volo, la Lazio non la sfrutta. Nelle ultime 7 partite (quelle della striscia di risultati positivi) era già successo con Sampdoria, Carpi e Bologna. Tre “jolly sprecati”, come li ha definiti Pioli, nella rincorsa per le zone alte di classifica. La storia si è ripetuta pure ieri a Udine, con la Biancoceleste incapace di capitalizzare l’enorme mole di gioco creata e la superiorità numerica durata per ben 42 minuti: dall’espulsione di Danilo al 42’ a quella di Matri all’84’. Il dato più allarmante nello 0-0 del Friuli è che, proprio con l’Udinese in 10 uomini, la Lazio non sia riuscita a tirare in porta. In generale è accaduto solo in un’occasione (con Milinkovic al 18′) nel corso dei 90 minuti: «Giravamo bene il pallone, ma ci è mancato il guizzo finale», spiega Pioli. Le due occasioni migliori sono capitate a Konko, una ha fatto accasciare tramortito il ds Tare sulla sua sedia in tribuna: la foto di lui disperato e a occhi chiusi – sembra che dorma – è già un cult del web. Ma se gli errori del terzino francese sono in parte giustificabili, lo è un po’ meno quello di Djordjevic, che invece di avere il “killer instinct” del bomber ha calciato all’indietro il pallone servitogli da Milinkovic sulla linea di porta. Comincia a essere un problema grosso, quello dei centravanti: «Se giudichiamo in base ai gol fatti (in campionato, appena 5 in tre, ndr) è chiaro che potremmo fare di più. Serve cattiveria», commenta amaro Pioli.

 

SENZA IDENTITÁ – Troppo scarso il coinvolgimento degli attaccanti: Djordjevic, Matri e Klose sono i giocatori (Bisevac a parte, uscito dopo 8 minuti) con meno palloni toccati contro l’Udinese, rispettivamente 20, 17 e 5: Berisha è riuscito a fare meglio (32) nonostante abbia dovuto fare solo una parata. E stavolta le punte non possono nemmeno dare la colpa all’assenza di cross, visto che ieri sono stati 42: «In certe situazioni però – spiega ancora Pioli – dobbiamo giocare più tra le linee, tentare gli uno contro uno e provare il tiro dalla distanza. Non possiamo andare solo sulle fasce». Ecco perché a un quarto d’ora dalla fine forse sarebbe servito più Felipe Anderson – polemico su Twitter dopo la partita – che Klose. Nonostante si tratti del settimo risultato utile consecutivo in campionato e della prima volta in stagione senza gol subiti in trasferta, insomma, c’è comunque tanto rammarico. Tensione fuori dal campo (accenno di rissa tra i 2 team manager, entrambi allontanati) e dentro, con 7 ammoniti e 2 espulsioni. Così, oltre agli infortunati Bisevac (affaticamento muscolare) e Djordjevic (distorsione alla caviglia), mercoledì contro il Napoli Pioli dovrà fare a meno degli squalificati Cataldi, Milinkovic e Matri: «Mi auguro di recuperare qualche giocatore. Vogliamo dimostrare di non essere la stessa squadra che all’andata perse 5-0. Aiuti dal mercato? La speranza c’è, vediamo cosa succederà». Prima della gara il ds Tare ha parlato solo delle eventuali uscite di Braafheid e Morrison: il primo è orientato ad accettare la Salernitana, il secondo tentenna. Si valuta la possibilità di prendere un altro difensore. Ma serve soprattutto la voglia di spiccare il volo.

 

Fonte: Repubblica – Giulio Cardone e Marco Ercole