Lazio-Sassuolo, biancocelesti surclassati quanto a possesso palla e passaggi, attacco sterile

lazio inzaghi
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Col Sassuolo la Lazio ha fatto registrare alcuni record stagionali negativi, specialmente in relazione a possesso palla, passaggi riusciti e tiri in porta effettuati.

Una gara che avrebbe dovuto essere quella della svolta dopo due sconfitte consecutive, e che invece si è rivelata senza storia sotto tutti i punti di vista. La sconfitta interna della Lazio col Sassuolo ha evidenziato ancora una volta le difficoltà marchiane della compagine capitolina a sostenere il triplo impegno settimanale. Condizione fisica precaria e problema mentale, un binomio che ha portato Immobile e compagni a collezionare quattro sconfitte in sei gare dalla ripresa, un’infinità se si pensa che erano stati solo due i k.o. nelle precedenti 26 gare di campionato. Sabato pomeriggio il Sassuolo ha portato a termine quasi il doppio dei passaggi riusciti ai biancocelesti (560 contro 300), ha tenuto il possesso del pallone ben quattordici minuti in più dell’avversario, e ha tirato 18 volte verso la porta, esattamente come solo l’Atalanta era riuscita a fare all’Olimpico.

La Lazio, di contro, ha tirato in porta una sola volta, in occasione del fortunoso gol di Luis Alberto su pregevole assist di Manuel Lazzari. La Lazio è apparsa visibilmente in balìa dell’avversario e senza idee, basti pensare che sono stati 44 i passaggi completati da Thomas Strakosha, il biancoceleste ad aver toccato la sfera più volte. Non solo: tra Milan, Lecce e Sassuolo sono stati ben 38 i retropassaggi al portiere, emblema di una squadra che ha preferito rintanarsi dalle parti dell’estremo difensore albanese piuttosto che gestire e far girare il pallone con qualità o verticalizzare in avanti. Servirà correre non di più, ma meglio. Se infatti Lazio e Sassuolo hanno corso lo stesso numero di chilometri (103), i romani lo hanno fatto rincorrendo un rivale apparso a tratti imprendibile, e snaturando le proprie caratteristiche, giacchè i centrocampisti biancocelesti non amano rincorrere i diretti avversari ma si trovano a loro agio col pallone tra i piedi. Ad Udine le aquile se la vedranno contro un avversario che corre tanto e dotato di grandissima fisicità. Sarà l’ennesimo test probante per capire se il piazzamento Champions potrà dipendere dai risultati della Lazio o dai passi falsi delle altre, leggasi Roma e Napoli.