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Lazio, Orsi: «Luis Alberto universale, su Zaccagni..»

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Fernando Orsi è intervenuto a Stadio Aperto su TMW Radio ed ha parlato di vari temi tra cui alcuni punti riguardo la Lazio, le sue parole

L’ex portiere Fernando Orsi è intervenuto a Stadio Aperto su TMW Radio ed ha parlato di vari temi tra cui alcuni punti riguardo la Lazio Queste le sue parole:

SU IMMOBILE – «Chiacchiere da bar, i numeri dicono che negli ultimi anni è stato il giocatore con più gol in Italia, ricordo un campionato del mondo vinto dalla Francia con Giroud che fece pochi gol. Il centravanti devi valutarlo cosi come valuti un portiere, sono critiche abbastanza gratuite. Intanto lui è campione d’Europa, è il più forte centravanti in Italia, fortunatamente lo abbiamo».

SUL PERCHÈ DELLE CRITICHE – «Mancini ha creato un gruppo con un progetto incredibile. In Italia siamo abituati alla critica ma c’è un collettivo che gioca uno per l’altro, non per il singolo».

SU RASPADORI – «Lui al contrario di Kean ha l’handicap di dover fare ancora dell’esperienza internazionale, che però col Sassuolo non potrà avere. Si adatta bene, è rapido, scaltro e svelto. Per me si può fare».

SU KEAN – «A me Kean sembra un’ala, che ha bisogno della linea laterale come punto di riferimento. Può fare anche l’attaccante centrale ma là davanti, ingabbiato, ha qualche problema. Se riceve palla largo, invece, è devastante. Può diventare un crack».

SU ZACCAGNI – «Con Sarri dovranno fare tutti un certo tipo di percorso tattico. Dovrà attendere ed imparare, ma per me lui può fare pure il centrocampista».

SU LUIS ALBERTO – «Con lo Spezia ha fatto una partita meravigliosa, da giocatore universale è uno di quelli che si adattano subito. Per me non farà alcuna fatica, a meno che non voglia noi: dopo i primi due giorni di ritiro, credo abbia capito che in quella squadra può divertirsi».

SULLA SORPESA DEL CAMPIONATO FINO AD ORA – «Dico Inzaghi con la sua Inter. Non credevo un ingresso così facile in un ambiente dove si viene da uno Scudetto: intelligente lui a tranquillizzare tutti e la società a fare il mercato. L’allenatore è entrato in punta di piedi ma con personalità».

SULL’AVVIO DIFFICILE DELLA JUVE – «Per il cambio di allenatore e l’addio di Ronaldo. Un po’ di smottamento c’è stato… Allegri adesso deve capire, gli serve tempo per comprendere che non è la stessa Juventus che aveva lasciato tre anni fa. Non si può avere tutto e subito».