Lazio, Olive: «Quel 14 maggio durante il sopralluogo…»

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Lazio, Renato Olive, ex capitano del Perugia, ha raccontato un aneddoto riguardante quella famosa partita contro la Juve

Renato Olive, ex capitano del Perugia, ai microfoni di Radio Incontro Olympia ha ripercorso quel pazzo pomeriggio in cui la sua squadra sconfisse la Juventus.

«Sono stato vicino alla Lazio nel ’93, ero ragazzino e giocavo col Lecce. Un incidente stradale ha compromesso il mio passaggio in biancoceleste. Ero giovane, ho avuto il tempo per riprendermi. Fui accostato alla Lazio anche dopo quella partita con la Juve. Che ricordo ho del 14 maggio 2000? Intanto, al contrario di quanto pensino in tanti, ci provammo anche l’anno prima contro il Milan. Abbiati fece una prodezza su Bucchi all’80’, avessimo segnato lì non so se i rossoneri sarebbero riusciti a vincere. Gaucci si arrabbiò tantissimo dopo la gara e ci spedì in Giappone… Contro la Juventus vincemmo in modo incredibile, il campo ci aiutò visto il valore tecnico dei bianconeri, che comunque non stavano vivendo un grande momento di forma. Noi abbiamo sfruttato le loro difficoltà».

«Collina chiamò me e Conte, capitano della Juve, per il primo sopralluogo. La palla non rimbalzava per niente, non si muoveva. Era una piscina. Io, che avevo alle spalle la pressione di Gaucci, dissi tante per tante “Vedete, rimbalza! Si può giocare…”. Fa ridere come espressione, ma ognuno tirava l’acqua al proprio mulino. Io dissi qualche bugia per riprendere la partita. Collina comunque non si fece condizionare da me, era un grande arbitro, gestì alla grande la situazione. Un altro arbitro si sarebbe chiuso dentro lo spogliatoio a doppia mandata».

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