Lazio nelle scuole con Immobile, Berisha e Badelj: «Il gruppo è unito, nessuno è lasciato solo!» – FOTO & VIDEO

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Torna l’appuntamento della Lazio “Dalla scuola allo stadio”: la delegazione della società biancoceleste in visita all’Istituto San Giovanni Evangelista

Torna l’appuntamento con la Lazio nelle scuole, la delegazione della società biancoceleste si è recata all’Istituto San Giovanni Evangelista, sito in Via Livorno 91.

AGGIORNAMENTO ORE 10.00 – I calciatori biancocelesti (Immobile, Berisha e Badelj) e l’aquila Olympia sono arrivati in perfetto orario alle ore 10. Insieme a loro è presente anche Arturo Diaconale, portavoce del presidente Claudio Lotito, e Maurizio Manzini, storico team manager. I bambini si sono sistemati in aula magna e sono pronti a rivolgere le domande ai propri beniamini.

DOMANDE DEI BAMBINI – Iniziano poi le domande degli studenti, seguite dalle risposte dei giocatori. Ecco di seguito i dibattiti più particolari:

Ci sono stati episodi di bullismo o nel calcio?
Immobile: «Grazie per averci invitato. A scuola sì ne ho visti, nel mondo del calcio invece non mi è mai capitato. È un argomento che viene trattato molto spesso dalle tv e giornali. Nella mia scuola si cercava di aiutare la ragazza o il ragazzo sottomesso dai bulli».

Qual è il giocatore più forte con cui avete giocato?
Badelj: «Per me Ciro Immobile».
Immobile: «Per me Badelj e Berisha (ride, ndr)».

Come si potrebbe risolvere il problema del razzismo?
Immobile
: «Credo che il razzismo esista anche nella vita quotidiana. Quelli che fanno i finti moralisti e puntano il dito sono i primi che non danno nulla per cambiare quanto sta succedendo. Sicuramente Koulibaly ha reagito così perchè era stato beccato durante tutta la partita e non può accadere ancora nel 2019. Siamo molto legati a questo tema come società. Cerchiamo sempre di fare il possibile per evitare tutto ciò, ma non so come si potrà debellare. Bisogna dire che sono poche le persone che lo fanno, ma viene fuori perchè è un argomento che fa subito notizia».
Diaconale: «Negli stadi applicando le regole ed il buon senso. Non sempre i buu sono razzisti. Nella società il fenomeno c’è e si combatte con l’educazione, imparare a rispettare le persone in quanto tali e non per il loro colore. Di razzismi ce ne sono tanti, bisogna sempre stare attenti. La scuola è importante da questo punto di vista».

Ci sono momenti in cui voi atleti vivete con ansia prima della partita dal punto di vista del razzismo?
Berisha
: «Secondo me no. Prima della partita sei concentrato solo su quello».

Sacrificio lo devi avere dentro come sportivo o è imposto come lavoro?
Berisha: «Io voglio vincere ogni partita per l’allenatore, i tifosi, la squadra».

Se un giocatore vive un momento negativo, gli altri come intervengono?
Badelj: «Noi ci conosciamo bene. Ognuno di noi è diverso, bisogna capire in che modo puoi aiutarlo. Se qualcuno ha bisogno di sostegno, vuole essere coccolato, incoraggiato. Magari un altro può aver bisogno di un approccio più duro, una bastonata. La cosa più importante è che ci sia almeno uno di noi che lo aiuta. Ogni persona ha bisogno di sostegno da parte dei compagni. In questa squadra per fortuna questo non manca».

Credi che i club italiani investino abbastanza sui vivai?
Immobile: «Credo di no. In Italia siamo un po’ indietro su questo aspetto. Bisognerebbe fare qualcosa in più. Bisognerebbe invitare i bambini a divertirsi giocando a calcio Dovrebbero crescere con la mentalità giusta. Anche nel settore giovanile si vuole vincere, ma non è questo l’obiettivo. Lo scopo è quello di creare l’uomo, poi il campione».

Rispetti sempre le decisioni degli arbitri?
Badelj: «Per fortuna hanno introdotto la VAR, che ci sta aiutando ultimamente. È un po’ difficile controllare bocca e gesti nel momento in cui pensi che la decisione sia errata. Anche loro sono uomini che possono sbagliare, devi credere che hanno sbagliato per caso e non perchè ti volevano far male. In quel momento è difficile rispettare la decisione».

Quando hai capito che il calcio sarebbe stato il tuo futuro?
Berisha
: «Da quando ho iniziato a camminare. Amo il calcio, per me è un sogno. Quando avevo 13-14 ho capito che potevi diventare qualcuno nel calcio, ho fatto tanti sacrifici».
Immobile: «Non c’è stato un momento in particolare. Devi essere molto continuo in questo sport. Dopo la stagione col Torino in Serie A, ci ho creduto un po’ di più. Il calcio è così… Se non vai bene tu, ce ne sarà un altro che lo farà al posto tuo».
Badelj: «Il calcio è uno sport che ti dà tanto, anche fuori dal campo. Ti crea come persona. Quando inizi a essere consapevole di te stesso, inizi a capire che questo potrebbe essere il tuo futuro».

Perchè l’aquila si chiama Olympia?
Manzini
: «Il motivo nasce dalle origini della Lazio e dai suoi colori che sono anche quelli della bandiera greca. L’Olimpo era considerato il raggiungimento dei successi. Da lì viene il nome di Olympia, che rappresenta quello che noi vogliamo. Raggiungere i picchi più alti del successo, conditi sempre da una grande lealtà verso l’avversario. Non abbiamo nemici ma solamente avversari, da rispettare sempre».

Esulteresti contro la tua ex squadra?
Badelj: «Contro la mia ex squadra non esulterei. Mi sono lasciato con tutto gli ex club in una maniera molto rispettosa. Posso capire anche i ragazzi che esulteranno di più, dipende come hai vissuto in quella ex società».
Immobile: «Ho esultato contro le mie ex squadre. Sono stato fischiato per 90′ minuti a Genoa e ho esultato. Contro il Torino no. Dipende dalle sensazioni che hai in campo in quel momento, da come ti sei lasciato».
Berisha: «Per me l’ importante è vincere».

A cosa hai dovuto rinunciare?
Badelj: «Il calcio mi ha dato tanto e non c’è paragone rispetto a quello che forse ho perso».
Immobile: «Uguale. In quel momento non avevo bisogno di altro, non mi facevo distrarre da niente».
Berisha: «La famiglia, qui sono solo. Per il mio sogno sono disposto a fare dei sacrifici».

Com’è il rapporto coi compagni?
Immobile: «Quando si sta in uno spogliatoio è come vivere all’interno di una classe, di una famiglia. Capitano dei litigi, ma dopo un po’ hai voglia di tornare a parlare. Il nostro è un gruppo unito che non ha nazioni o colori, ha una sola bandiera».

L’atto più antisportivo che avete visto?
Badelj
: «Il gesto peggiore è quando uno sputa. Questo si è visto un paio di volte negli ultimi anni. È una cosa inspiegabile».

Episodi di simulazione da parte dei giocatori possono influenzare la gara?
Immobile: «Quando non c’era il var, c’è stato l’episodio nel derby che ha compromesso il risultato. Per fortuna siamo riusciti a vincere la partita».

E’ sopportabile la voglia dei fans di avere foto o autografi?
Badelj: «Quando sto con la famiglia o amici non vorrei tanto essere disturbato. Però bisogna capire che sei la persona che la gente viene a vedere alo stando. Quindi devi capire questa. Responsabilità e metterti a disposizione».
Immobile: «Apprezzo l’affetto del pubblico. Prima di venire qui mi hanno fermato dei tifosi della Roma. A volte capita che magari ti svegli che ti girano, devi essere bravo a gestire e a chiudere un occhio».

AGGIORNAMENTO ORE 11.00 – Infine il saluto di Maurizio Manzini: «Un grande grazie! Se qualcuno deve ringraziare siamo noi. Ogni volta che veniamo troviamo entusiasmo e passione che riportiamo ai calciatori, ai dirigenti, a tutti coloro che oggi non possono essere qui. Questo entusiasmo poi loro la mettono quando gareggiano. Ogni volta che raggiungeremo un successo, ci sarà anche qualche cosa di voi».

Dalla nostra inviata Elena Bravetti – Lazio News 24

EVENTO LAZIO – Sul sito ufficiale, l’iniziativa è presentata così:

«’Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”. L’iniziativa consiste in un vero e proprio ‘tour biancoceleste’ all’interno delle scuole elementari e medie inferiori di Roma e provincia e vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti della squadra, di Olympia, simbolo della società biancoceleste. Tale iniziativa, fortemente voluta dal Presidente Claudio Lotito, è tesa alla promozione della formazione della cultura sportiva, i cui valori sono sanciti nella Carta Olimpica, diffondendo ed incrementando i principi legati ad una crescita psico-fisica sana, leale e non violenta, che educhi gli adulti del domani, a comportamenti rispettosi dell’avversario e delle istituzioni».