Graziani: «Lazio realtà meravigliosa. Chinaglia era spettacolare!»

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Tutto pronto per Roma-Lazio, il derby della Capitale che domani infiammerà l’Olimpico. Ciccio Graziani ha detto la sua

Intercettato dalle frequenze di Radio Centro Suono, Ciccio Graziani – ex giocatore della Roma – si è raccontato in una lunga intervista, soffermandosi sul derby di domani e sulla figura di Giorgio Chinaglia. Ecco le sue parole: «Non sono abituato a dire cose che non penso, la Lazio è una gran bella realtà che da due mesi e mezzo a questa parte sta giocando il miglior calcio in Italia. La Roma mi piace ma si esprime a corrente alternata, mentre al momento la Juventus non mi entusiasma. La Lazio è una realtà meravigliosa perché con il suo gioco, la sua mentalità e le sue qualità tecniche sta disputando un campionato strepitoso. Il centrocampo dei biancocelesti lo possono vantare poche squadre in Europa, poi c’è Immobile che ha la dote di far diventare pulite le palle sporche. Correa sembra sornione, non così forte finché non sfodera giocare da campione vero. Giocano spesso gli stessi ma questo permette di avere automatismi molto collaudati».

ROMA – «Della Roma mi convince il fatto che si tratta di una squadra tecnicamente molto forte, c’è tanta qualità nei singoli ma ci fa dannare per i suoi troppi alti e bassi. A volte gioca da 8 e altre da 5, con errori che sono impensabili per un gruppo di questo livello. Purtroppo negli ultimi tempi gli errori individuali hanno annullato le qualità tecniche della squadra. L’obiettivo della Roma era quello di lottare per un posto in Champions, comunque».

CHINAGLIA – «Chinaglia è sempre stato un mio punto di riferimento, mi chiamavano il Chinaglia della B perché giocavo un po’ ingobbito come lui. Quando sono arrivato a Torino e poi in Nazionale l’ho incontrato e mi ha detto: ‘Tu mi conosci poco di persona, ma io ti voglio bene perché quando giocavi nell’Arezzo mi prendevi come riferimento e hai sempre parlato bene di me, sono felice che tu sia arrivato in alto. Ho chiesto al mister di metterti in camera con me’. Eravamo in ritiro a Tivoli, dovevamo giocare contro la Polonia e fui davvero felice di poter condividere del tempo con lui. Giorgio era spettacolare, aveva carattere e personalità da vendere: era un trascinatore in tutto e per tutto e lo ricordo con grande affetto e stima».

FAMIGLIA – «Io ho mio fratello grande tifoso della Lazio, abbiamo sempre vissuto la rivalità in maniera sana, quando mi veniva a vedere da calciatore scherzavo dicendogli: ‘Sei venuto a gufa’?’. Anche mio nipote Stefano è laziale, ha passato tanti anni in Curva Nord. Per me il tifo deve essere sempre sano sfottò e condivisione di una passione».