Lazio-Genoa, vincono solo gli ultras: gli striscioni della Curva Nord – FOTO

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Curva Nord ancora protagonista: dal messaggio per Orso al dissenso verso il sistema calcio, gli striscioni della serata di ieri

Novanta minuti: solo voce e cuore. Il solito muro biancoceleste che canta, le solite mani che battono all’unisono, le solite emozioni. Insomma, è la solita Curva Nord che accompagna la Lazio in un match delicatissimo come quello contro il Genoa. Olympia che esegue le sue piroette perfette sul tetto dell’Olimpico, l’inno urlato al cielo e tra le mani uno striscione: «Riposa in pace Orso… vecchio Vikingo», il ricordo dello storico ultras scomparso pochissimi giorni fa. E poi una serata maledetta sul campo: la palla che non entra, l’ex che torna a far male, troppi malumori. Ma nulla basta per scalfire la fede dei tanti presenti su quei seggiolini blu: la voce si fa sempre più grossa, la gola pizzica, le gambe saltano. Un sostegno che resiste nonostante il risultato, perchè conta er core. E non importa il risultato, non interessano gli episodi, conta solo esserci.

CONTRO IL SISTEMA – Il tifoso laziale, però, non è solo quello della domenica allo stadio. Ma è quello che durante la settimana si cala l’elemetto sul volto, si arma di pugnale e dichiara guerra a chiunque minacci l’onore dell’Aquila. Non importa la grandezze e la potenza del nemico, conta solo difendere la maglia. «Contro il sistema calcio, la gioventù si scaglia», un motto che accompagna l’affissione di messaggi importanti sotto alla sede della FIGC, del CONI e dell’AIA. Poche parole, ma ben chiare comparse nella notte. Scritte così, nero su bianco e che suonano più come una promessa. Una promessa di protezione e fedeltà eterna ai colori biancocelesti.

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