Lazio Club Campania, il fondatore Perrotta: «La società sta lavorando bene, basta critiche. Immobile? Nostro orgoglio»

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Soltanto ieri vi abbiamo raccontato delle avventure del «Lazio London», oggi la redazione di Lazio News 24 non si è spinto molto lontano, si è recata in Campania, dove la squadra biancoceleste è attesa sabato. In esclusiva per noi è intervenuto Alessandro Perrotta, fondatore del «Lazio Club Campania», primo e unico gruppo ufficiale della regione. Queste le sue parole.

 

Sulla nascita del club e le iniziative…
«Tutto è nato perché dalle nostre parti, di laziali se ne vedevano pochi, pensavo di essere solo una voce fuori dal coro. Nel 2009 creai prima un gruppo Facebook , che amministravo con un’altra persona. A causa delle nostre linee di pensiero contrastanti sulla società, presi la decisione di dividerci e di continuare in maniera seria e professionale il progetto che ho sempre sognato, ovvero di creare un club. Poco dopo fondai un’associazione, che ebbe subito un inaspettato riscontro di utenti, quasi nella totalità di tifosi residenti in Campania. Mi sono impegnato a organizzare eventi, trasferte, tutto a scopo di aggregazione. Facciamo il fantacalcio insieme, abbiamo una squadra ufficiale di calciotto, da quest’anno affiliata al Gazzetta Football League. La passata stagione in campionato arrivammo in finale, la quale si giocò all’Olimpico, e noi ci classificammo secondi. Siamo stati a Formello su invito di Lotito quando abbiamo vinto la Coppa Italia nel 2013 (unico club presente a partecipare alla manifestazione), quando è stato organizzato il gala della presentazione sull’Academy, siamo entrati al centro sportivo anche quando la squadra era in ritiro, cosa che nessuno è riuscito a fare. Siamo in un buoni rapporti con la dirigenza, che ci invita spesso ad assistere alle partite.Adesso siamo una realtà abbastanza avviata, che cerca di unire tutti i gruppi del mondo. Siamo contro la violenza e ci battiamo anche nel sociale stando vicino ai piu deboli. Presto faremo visite a strutture, per stare al fianco di bambini e persone bisognose. In passato abbiamo tenuto un incontro con il riconoscimento alla mamma di Ciro Esposito».

 

 

Com’è il gruppo oggi?
«A livello di numeri siamo il club più grande d’Italia, della Lazio ma in generale della Serie A, secondo (forse) solo a uno della Juventus presente in Calabria. Quello che è certo, siamo stati i primi a muoverci in questo ambito, quando ancora internet non era un mezzo di comunicazione importante come lo è oggi e, grazie soprattutto alla mia esperienza nelle telecomunicazioni, abbiamo ottenuto dei traguardi inpensabili. La Lazio è una fede, va ben al di là dell’appartenenza territoriale. Qui in sede, a casa mia, ci organizziamo ogni settimana per le partite. Spesso andiamo fuori in qualche locale, oppure come è accaduto l’anno scorso per la Supercoppa contro la Juve ci spostammo in una struttura con piscina ad Ischia. Siamo stati tutta la giornata li, c’era ovviamente la tv per seguire il match. Siamo tutti molto amici e ci vediamo anche fuori dall’ambito sportivo».

 

 

Sarete presenti a Napoli-Lazio?
«Ovviamente! Come abbiamo sempre fatto dal 2009, aspetteremo la squadra all’arrivo alla stazione con una delegazione molto numerosa. Poi qualcuno si dirigerà anche allo stadio, altri in incognito occuperanno altri settori, soffrendo in silenzio. Contro il Napoli per noi sarà un vero e proprio derby, rapportandoci ogni giorni con i loro tifosi, a lavoro, al bar, con gli amici… Per mia indole sono una persona positiva, credo che bisogna essere in primis sostenitori. Non allenatori o economisti pronti a segnalare ogni minimo errore della società e inveire contro, noi tifosi dobbiamo seguire la squadra a prescindere e basta. Il Napoli lo vedo un po’ più avvantaggiato, scenderanno in campo con la voglia di vincere per migliorare la classifica. Giocheranno al San Paolo di sabato sera, e in queste occasioni hanno sempre fatto bene, anche contro squadre blasonate. Noi ci troviamo in una posizione di classifica che nessuno poteva immaginarsi ad inizio anno, spero quindi che la squadra non si adagi sugli allori e Inzaghi riesca, come mostrato finora, a motivare al meglio il gruppo. A discapito di coloro che ad inizio stagione lo criticavano, si è dimostrato un allenatore preparato. Abbiamo una rosa che può competere con tutti, formata da giocatori come Hoedt o Patric che fino allo scorso anno qualcuno riteneva pedine non adatte al nostro campionato».


Su Immobile…
«La società merita un plauso per l’acquisto, Lotito ha lavorato per portarlo alla Lazio già durante il ritiro della Nazionale agli Europei. Per noi è ovviamente un orgoglio campano, ci sentiamo spesso con la sua famiglia e con il club di Torre Annunziata. Appena possibile sarà ringraziato dal nostro club e invitato a rimanere a lungo con noi, ad amare questa maglia e vivere la lazialità nel profondo. Con grande amore e passione, come facciamo noi tifosi. A livello tecnico Immobile è una manna dal cielo, sta sostituendo Klose alla grande. Mi ricorda molto Signori perché non è un centravanti d’area, come potevano essere Crespo o Vieri, non è neanche una seconda punta, alla Keita per intenderci. Fa movimento in avanti, gioca in profondità, fa salire la squadra, è un forte contropiedista. Si trascina su di sè i difensori, lasciando più spazio a Felipe Anderson. Cambiamento visibile dal rendimento del brasiliano che adesso è molto più costante».

 

Su ambiente e società…
«Chi indossa la maglia della Lazio dà sempre quel qualcosa in più, poi cambia squadra e si perde. Questo è un ambiente che provoca sensazioni diverse, ti stimola a far bene. Vedi Hernanes o Candreva, andati all’Inter e spariti dai riflettori. Siamo una società blasonata, che ha vinto tutto. La società sta lavorando bene e ci permette di competere con le altre big del campionato, riuscendo ad arrivare spesso, negli ultimi anni, davanti a squadre come Milan e Inter».