Lazio Borussia Dortmund: la classe e il sacrificio di Luis Alberto – ANALISI TATTICA

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© foto Roma 20/10/2020 - Champions League / Lazio-Borussia Dortmund / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: esultanza gol Luiz Felipe

Oltre che nel palleggio, Luis Alberto è stato decisivo per la fase difensiva della Lazio. Lo spagnolo si è sacrificato molto senza palla

Nel post gara, Acerbi ha ben spiegato ai microfoni di Sky come la Lazio voleva fare male al Borussia Dortmund. I tedeschi hanno tanta qualità tra le linee, sono una squadra che ama palleggiare per vie interne e che avvicina molto i giocatori tra di loro. Quella di Favre è però una formazione assai fragile nelle transizioni negative, soprattutto quando deve difendere con tanto campo alle spalle (ha sempre tanti giocatori sopra la linea della palla). Lo scopo della Lazio era quello quindi di attirare i gialloneri in avanti, chiudendo il centro del campo, per poi punire in ripartenza.

La supremazia territoriale del Borussia è stata abbastanza netta, con un 65% di possesso palla che però ha faticato a produrre – soprattutto nel primo tempo – tanti tiri in porta. Oltre all’estrema efficacia delle proprie transizioni, il grosso merito della Lazio di Inzaghi è stato quello di sapersi difendere bassa e ordinata per larghe fasi del match. Come detto, i biancocelesti non intendevano esasperare il pressing offensivo, Correa e Immobile raramente uscivano sui 3 difensori rivali. Anzi, lo scopo era quello blindare la propria trequarti e rendere così sterile il palleggio dei gialloneri. Il gol dopo pochi minuti di Immobile ha consentito di mettere il match nei binari perfetti per la formazione capitolina, che hanno così potuto lasciare l’iniziativa agli avversari.

Come prima cosa, la Lazio è stata brava a schermare le soluzioni di passaggio verso Witsel e Bellingham, i due mediani del Borussia Dortmund. I 3 difensori gialloneri hanno faticato molto nel servire i propri centrocampisti: Correa e Immobile erano molto bravi a coprire le loro ricezioni, mentre Milinkovic Savic e Luis Alberto accorciavano su di loro. Leiva era invece un muro nell’impedire ai tedeschi di imbeccare Reus tra le linee.

Con il centro bloccato, il Dortmund era costretto ad allargare il gioco in fascia sui quinti. I biancocelesti erano però molto bravi a scivolare orizzontalmente, facendo tanta densità in zona palla: Marusic e Fares erano puntuale nell’uscire su Guerreiro e Meunier, che avevano quindi pochi spazi. La manovra si bloccava spesso sulle corsie esterne, con il Borussia che era così costretto a tornare indietro. Il palleggio del Dortmund è stato spesso lento e perimetrale, merito della fase difensiva capitolina.

Un esempio qui. Il centro è bloccato alla perfezione, di conseguenza il Dortmund è costretto ad allargare il gioco. La Lazio scivola però benissimo in zona palla, con il Borussia che non riesce a verticalizzare. Entrambi i mediani sono schermati, con centrocampo e punte laziali molto strette.

Ieri Luis Alberto è stato cruciale per il palleggio della Lazio, ha illuminato il gioco con e senza palla. Si faceva trovare libero quando Leiva era marcato e si posizionava sempre bene nelle transizioni, guidando le ripartenze della Lazio. Insomma, è stato uno spettacolo vederlo ondeggiare su tutto il terreno di gioco, con oltrettutto tantissimi passaggi illuminanti come al solito (un capolavoro quello che ha portato al terzo gol).

Si parla però poco del suo straordinario sacrificio difensivo. Se la Lazio riesce a difendersi con successo con un baricentro molto basso, è anche perché le proprie mezzali offensive (Luis Alberto e Milinkovic-Savic) sono generosissime senza palla. Grazie a loro, i biancocelesti hanno protetto benissimo la propria trequarti, con una squadra molto corta in zona palla. Basti pensare che Luis Alberto è stato uno dei migliori interditori della partita, con 3 tackle vinti e 3 intercetti  in 79’ minuti disputati.

Un altro calciatoreche ha fatto la differenza senza palla è stato, come al solito, Lucas Leiva. Il brasiliano ha fatto un gran lavoro nell’impedire a Reus di ricevere tra le linee, con l’enorme cifra di 7 intercetti. Inoltre, quando si creavano buchi nella retroguardia, l’ex Liverpool era sempre tempestivo nello scappare all’indietro e proteggere nel migliore dei modi l’area di rigore.

 

Nell’azione sopra, si vede bene il 5-3-2 della Lazio in fase di non possesso. I biancocelesti sono molto stretti e compatti, con il centrocampo che copre bene i rifornimenti per le punte giallonere. In questo caso, Luis Alberto riesce a intercettare il passaggio di Pisczek. Il Borussia Dortmund ha incontrati seri problemi nell’aprire la struttura difensiva avversaria, con i rifornimenti per Sancho e Reus costantemente tagliati.

A gara in corso, Favre ha ulteriormente aumentato (con l’ingresso di Reyna e Brandt) la quantità di giocatori di estro tra le linee. Ci son state volte in cui la Lazio si è fatta perforare centralmente, e in quel caso è facile concedere occasioni da gol. D’altronde, è impossibile pensare di non concedere mai spazi a giocatori come Sancho, Reyna e Guerreiro, che prima o poi il varco lo trovano.

La difesa posizionale della Lazio è però riuscita a reggere, rendendosi poi pericolosa ogni volta che recuperava palla. Il ritorno in Champions dopo 13 anni si è rivelato un trionfo, con un 3-1 che mette in discesa il cammino nel girone. Dopo la disastrosa partita di Genova, serviva una gara di questo tipo, in cui l’intera squadra ha dimostrato generosità e sacrificio. Anche da parte dei giocatori più talentuosi.