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Immobile, parla l’agente: «Critiche stucchevoli, per lui parlano i dati»

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Ciro Immobile è stato bersagliato di critiche per le sue prestazioni con la Nazionale: la difesa del suo agente ai microfoni di Radio Radio

L’Europeo di Ciro Immobile è iniziato col botto: due gol, uno contro la Turchia all’esordio e l’altro nella seconda partita contro la Svizzera. Da lì la vena realizzativa del bomber azzurro si è spenta, ma il suo aiuto alla squadra nel gioco è stata sempre costante. Nonostante ciò, negli ultimi giorni l’attaccante della Lazio e della Nazionale Italiana è stato bersagliato di critiche per alcuni errori tecnici commessi. Per questo, ha voluto prendere le sue difese il suo agente Alessandro Moggi, intervenuto ai microfoni di Radio Radio. Ecco le sue dichiarazioni.

SU CIRO – «Lui è totalmente concentrato sull’Europeo, è un momento importantissimo per la sua carriera, per tutta la Nazionale e i calciatori che fanno parte di questo gruppo. Quindi è assolutamente un momento positivo. Per quanto riguarda altro, dico io che le critiche sono totalmente ingiuste. Immobile ha dimostrato in questi anni, numeri alla mano, di essere il più grande centravanti italiano. Come ha detto Mancini l’altro giorno è ancora Scarpa d’Oro, visto che la successiva non è stata ancora consegnata, e mette in discussione un attaccante come lui è per quelli che non capiscono di calcio a mio avviso».

SULLE CRITICHE – «Sento molte volte tirare fuori nomi di attaccanti del passato che in tutta la carriera avranno fatto, se tutto va bene, un quinto dei gol che ha fatto Ciro e trovo la cosa ormai stucchevole. Ciro Immobile non ha più bisogno di dimostrare niente, ha già dimostrato in tutta la sua carriera ed è oggettivamente al vertice di tutti i giocatori italiani del ruolo negli ultimi anni. Mi arrabbio perché se Immobile fa due gol a partita va tutto bene e nessuno lo esalta, mentre se per qualsiasi motivo non riesce a buttarla dentro diventa il problema della Nazionale italiana perché questo è ciò che leggiamo ormai da anni. E quando leggo dei giornalisti che tirano fuori attaccanti che hanno fatto 30-40 gol in carriera e che vengono riportati a galla come se fossero coloro che migliorerebbero le prestazioni dell’Italia, penso che ci sia qualcuno che non è in buona fede quando scrive e quindi mi sono un po’ agitato nel merito».

SUI DATI – «Anche i dati delle performances di squadra, tra cui quelli dell’ultima partita dicono che Ciro Immobile per impegno, che significa rincorrere l’avversario e andare a fare la guerra dappertutto per il campo, dimostrano che le sue sono ottime prestazioni. Poi l’Italia è fatta di 60 milioni di commissari tecnici, ognuno esprime il proprio pensiero e si aspetta da un attaccante un gol, ma non si può segnare sempre. Bisogna valutare la prestazione di un attaccante in determinati momenti e abbiamo visto tutti che l’Italia ha sofferto contro la Spagna, poi ha portato a casa il risultato con grande determinazione e carattere di tutti, Ciro compreso».

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