Hoedt: «Felice di aver scelto la Lazio, qui il calcio si vive sette giorni su sette. Sulle barriere in curva dico…»

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AGGIORNAMENTO 18/11 ORE 10.25 – Il difensore olandese ha rilasciato altre dichiarazioni ai media del suo paese, spiegando la situazione relativa alle barriere dello stadio all’interno delle curve dell’Olimpico: «I tifosi della Lazio sono arrabbiati perché, per motivi di sicurezza, la curva è stata divisa in due diversi settori. Semplicemente non lo accettano. Erano abituati a tifare e vivere insieme la partita, ma non possono più farlo a causa delle barriere. Così non andare allo stadio è la loro presa di posizione. Tra l’altro c’è anche una contestazione contro la presidenza. Questo avviene in molti club italiani».

 

La crescita di Wesley Hoedt in questa stagione è sotto gli occhi di tutti: prestazioni sempre più convincenti con la Lazio e leader assoluto con la nazionale olandese Under 21. Nei prossimi mesi per Hoedt potrebbe arrivare anche la chiamata della selezione maggiore e una coppia con de Vrij anche in Nazionale diventa sempre più probabile. Il difensore biancoceleste ai microfoni di Voetball International ha spiegato le differenze tra il calcio italiano e quello olandese: «ll calcio qui è una politica, per questo ha davvero il suo fascino. Eredivisie è un grande campionato, ma intorno ad esso c’è poca storia. Lì il calcio è novanta minuti a settimana, in Italia invece si vive per sette giorni su sette. La Serie A ha molte dimensioni diverse, come nei Paesi Bassi, i giocatori giovani e meno giovani sono messi sullo stesso piano, anzi a volte il giovane è preferito per il suo potenziale. Mi sono dovuto abituare molto a questa dimensione e sono orgoglioso di quanto fatto fin qui. Sono venuto l’anno scorso a parametro zero dall’AZ, quindi non essendoci stato alcun investimento non c’era nessuna pressione per farmi giocare. Eppure oggi si contano ben quaranta partite con la Lazio…».