Ho un sogno: Lotito e Tare allenatori della Lazio

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Mi hanno insegnato che quando una cosa va male, ma davvero male, sia sbagliato trovare un solo capro espiatorio. Mi hanno anche insegnato che quando una cosa va male, ma davvero male, le soluzioni siano due: fare di tutto per risollevarla, oppure lasciarla andare e trovare qualcuno migliore che se ne occupi. Partendo dal presupposto che non credo di avere due genitori troppo intelligenti (e dunque di non aver imparato qualcosa di inimmaginabile per gli altri), mi fermo. E penso. Penso a cosa il tifoso laziale abbia fatto di male per meritare un presidente come Claudio Lotito. Che evidentemente non ha ricevuto, da bambino, questi insegnamenti. E non ha neanche l’intelligenza di capire la situazione a 58 anni suonati. Mi chiedo come si possa non capire che l’unica soluzione a questa triste, malinconica depressione dell’intero mondo-Lazio, si possa superare solo ed esclusivamente vendendo la società. Non c’è altra maniera. “Lavoro gratis“, esclamò in un’intervista lo scorso 13 febbraio 2015. Non ci credo, se permettete. Perchè altrimenti non avrebbe senso fare muro e chiudere a qualsiasi tipo di investitore, sparando cifre assurde. A meno che non sia troppo l’amore per la Lazio. Ma, se permettete, non credo neanche a questa ipotesi. Per carità, nel corso della storia abbiamo vissuto momenti decisamente più bui di questo. Siamo stati in Serie B, abbiamo sfiorato la C e avuto in squadra (forse) calciatori più scarsi di quelli di oggi. Ma al fianco della Lazio c’è sempre stato un popolo intero. Nelle vittorie e nelle sconfitte. Oggi non è più così. La Lazio è sola. La frattura è insanabile. E siccome per quanto mi rigurarda non conta essere Lotitiani o anti-Lotitiani, credo sia necessario che il presidente venda la società il più presto possibile.

 

C’è poi Tare Igli. Il direttore sportivo. Le cui “azioni” negative superano di gran lunga quelle positive. Sì, perchè sicuramente di cose buone l’albanese ne ha fatte, portando a Roma a cifre contenute calciatori importanti quali de Vrij, Biglia, Felipe Anderson, Klose (per citarne alcuni). Ma anche Novaretti, Ciani, Gentiletti, Mauricio, Patric, Braafheid. Anche qui, per par condicio (o forse no), ne citiamo solo alcuni. Ma nell’ultima sessione di calciomercato si è superato: a settembre de Vrij si fa male, operandosi al ginocchio qualche settimana più tardi. La sua stagione è già finita. Tare ha dunque a disposizione quattro mesi per acquistare il suo sostituto. E 120 giorni dopo porta nella Capitale Milan Bisevac. Porta, non acquista. Visto che Bisevac non costerà nulla alla Lazio. Il Lione lo libera gratis, oggi possiamo immaginare il perchè. La rosa biancoceleste è un insieme di buoni, mediocri e scarsi giocatori. E anche qui, i calciatori scarsi superano di gran lunga quelli buoni. “Merito” di Tare, a cui è stato recentemente rinnovato il contratto per altri tre anni. Evviva.

 

C’è poi l’allenatore. Eroe per un campionato, disastroso in questa stagione. Un anno fa la Lazio giocava bene a calcio, entusiasmava l’Italia pallonara. Quest’anno si è ribaltato tutto. E a conti fatti Pioli ha conquistato zero trofei (sono state perse entrambe le finali contro la Juventus), non ha centrato alcun ingresso in Champions League (terzo posto vanificato dalla figuraccia di Leverkusen) e soprattutto ha guidato una squadra che, lentamente, si è sfaldata. Come gioco, ma soprattutto come gruppo. Le prime avvisaglie ci furono in estate, tra giocatori che volevano andarsene e la questione capitano che si vocifera non abbia fatto troppo bene allo spogliatoio. Quest’oggi, dopo l’1-4 nel derby (a proposito, su quattro stracittadine ne ha perse tre pareggiandone una), è scattato l’esonero. Inevitabile, se non oggi quantomeno a fine stagione. Al suo posto è stato incaricato Simone Inzaghi (a cui rivolgo il più sentito in bocca al lupo) che dovrà “salvare il salvabile”, per dirla alla Biglia. Ma da qualche mese ho un sogno. Non vorrei vedere alcun allenatore di ruolo in panchina, che ci vadano Tare e Lotito. In fondo la squadra l’hanno costruita loro. In fondo a Roma certi giocatori li hanno portati loro. E siccome secondo loro il problema è Pioli, mi piacerebbe immaginare una Lazio con loro due al comando (tecnico oltre che societario). Perchè Simone Inzaghi non merita di fare delle figuracce per colpa di una follia di Mauricio, di una diagonale sbagliata da Patric o di un gol divorato da Djordjevic. Questa gente l’hanno “acquistata” Tare e Lotito. Andateci voi ad allenare la Lazio. O lasciatela. Meglio ancora.