Lazio, Gregucci: «Se vinciamo con l’Atalanta arriverà lo scudetto»

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Lazio, Angelo Gregucci, ex calciatore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Radiosei per dire la sua sulla ripresa del campionato

Angelo Gregucci, ex giocatore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Radiosei, per commentare la ripresa della Serie A. Queste le sue parole:

Match contro l’Atalanta – «La solita gara sotto il profilo tattico, dell’intensità agonistica. L’Atalanta è l’unica squadra che ti viene a prendere uomo contro uomo a tutto campo, va giocata bene. Tutti parlano di fisicità e corsa, ma i nerazzurri non sono tra le squadre che corrono di più in Italia: la squadra di Gasperini ha qualità, il lavoro dell’allenatore si vede. Ilicic? Si vedeva che aveva molto da dare già al Palermo e alla Fiorentina. Il talento lo ha sempre avuto, così come Gomez. Il vero salto lo ha fatto Zapata, ad esempio, che ha trovato il posto giusto e una mentalità rigida che ha dato frutti. Le squadre come Atalanta e Lazio, che hanno continuità nella progettualità, sono quelle che stanno facendo più strada. La partita è sicuramente quella decisiva per la Lazio, potrebbe pesare più di uno scontro diretto. Attenzione a speculare, l’avversario più pericoloso che si possa incontrare alla fine di un’interruzione così è proprio l’Atalanta. Se vinciamo con loro arriva anche lo scudetto».

MOTIVAZIONI – «Se c’è da parlare di motivazioni secondo me la Lazio non la batte nessuno. La squadra di Inzaghi ha annusato più di tutti l’obiettivo e appena esce il sangue azzanna. La Juve avrà anche la Champions in agosto che non sarà facile, non esistono partite semplici lì. La distribuzione a livello mentale è variegata, secondo me se devono scegliere optano per la Champions. Qualcosa sotto di livello motivazionale possono dare, mentre la Lazio è focalizzata sull’obiettivo. Lo avevo detto nel pareggio contro l’Atalanta, di solito una partita come quella si perde mentre la Lazio ha avuto una tenuta psicologica fantastica. Ho sempre creduto che i biancocelesti abbiano cinque o sei eccellenze, la Juve va fermata altrimenti svilisce il campionato italiano vincendo dieci scudetti di fila. Il gap con i bianconeri si è ridotto, qualche giocatore della Lazio potrebbe giocare anche nella squadra titolare della Juve».

COPPA ITALIA – «Squadre in condizione mi sembra una parolaccia. Non sarà facile per nessuno, con la sosta estiva il campionato si ferma un mese e mezzo ma tutti i calciatori fanno qualcosa: il lockdown è stato devastante. Tornare in un campo di calcio per fare frenate, salti e cambi di direzione non è facile, trovi enormi difficoltà. Per riadattarsi ci vuole sempre tempo, non si può neanche arrivare a condizione con calma perché si rischia di perdere partite che valgono tutto. Bisogna giocare ogni tre giorni, è complicato per allenatori, preparatori, per tutti. La ricetta corretta non ce l’ha nessuno, se si ha una rosa ampia si possono distribuire i carichi mentre se hai meno scelte dovresti andare a prendere sulle cinque sostituzioni. Per quanto riguarda il resto sta tutto nella testa. Storicamente con il minimo sindacale la Juve arriva a dama, con il Milan ha fatto una partita non all’altezza della situazione ma alla fine ha trovato la finale. Ha cominciato bene il match ma poi è calata, subendo il Milan che si è difeso e ha gestito bene la gara rimanendo sempre in partita. Sta di fatto che mercoledì si giocherà la finale e la Juventus ci sarà».

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