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Fuser: «Lazio, stagione di alti e bassi. Sarri e Zeman…» -ESCLUSIVA

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Diego Fuser ha analizzato in esclusiva ai nostri microfoni la stagione della Lazio, soffermandosi anche su alcuni singoli

Domani contro la Sampdoria, la Lazio darà il via al suo finale di stagione, con l’obiettivo di centrare la qualificazione in Europa. Ad analizzare l’annata dei biancocelesti, ai microfoni di Lazionews24, è stato Diego Fuser.

Che partita sarà Lazio-Sampdoria?

«Non so chi potrebbe meritare di più, ma sicuramente credo che sarà una bella partita».

Che idea ti sei fatto sulla stagione della Lazio di Sarri?

«Sicuramente ci sono stati molti alti e bassi. Alla Lazio è mancata la continuità. Ci sono state delle grandi partite, alternate con prestazioni tutt’altro che positive».

Sicuramente il basso per eccellenza è stato il derby di ritorno. Cosa può essere successo quel giorno ai biancocelesti?

«Sinceramente non lo so. Il derby è una partita a sé, molto sentita, difficile e dove la squadra favorita molto spesso non vince. Probabilmente è stata una serata storta».

Anche quest’anno ha colpito il rendimento di Ciro Immobile. Come ti spieghi il fatto che non riesca a incidere in Nazionale?

«C’è da dire che in Nazionale molto probabilmente non riesce a entrare negli schemi e nelle idee di Mancini. In un club ti alleni tutti i giorni con i compagni e alcuni movimenti riescono meglio. La questione credo che sia tutta qui».

Parlando di questioni tattiche, passare da un 3-5-2, modulo di Inzaghi, a un 4-3-3 sarriano quali cambiamenti comporta? Quali sono le differenze?

«Un po’ di differenze ci sono. Con la difesa a tre servono difensori veloci e che sappiano fare bene le diagonali. A quattro magari un difensore non velocissimo viene compensato da chi gli sta vicino. Va detto però che hai anche una copertura in più».

Tornando a parlare di singoli, ha fatto scalpore la vicenda di Francesco Acerbi. Credi che il calciatore abbia davvero sbagliato o si è forse un po’ esagerato?

«Per quel che riguarda la risata, credo che sia stata una reazione al gol subito. Nulla di più. Zittire i tifosi invece non va bene. Si sta parlando di professionisti e quindi bisogna sapere accettare tutto».

Continuando a parlare delle individualità, Manuel Lazzari inizialmente ha avuto qualche difficoltà, non essendo propriamente un terzino. Quali differenze ci sono, per un giocatore di fascia, tra essere un quinto di centrocampo e un quarto di difesa?

«Sostanzialmente non cambia tantissimo. Sicuramente cambia da essere esterno alto a esser terzino. In questo caso però non ci sono poi così tante differenze».

In città in questi giorni si parla tanto della finale della Roma, anche in ambito Lazio. Non è eccessivo questo derby vissuto 365 giorni e questo continuo confrontarsi con la rivale cittadina?

«La piazza di Roma è sempre stata così ed è un qualcosa che va accettato. Ovviamente se la Lazio fosse prima in classifica si penserebbe meno alla Roma e alla sua possibilità di vincere un trofeo. Ma, vista la situazione di classifica, inevitabile che ciò possa essere considerato un po’ di più. Peso di Mourinho? Fa l’allenatore e fa il suo. Tira l’acqua al suo mulino. Lui è benvoluto dalla piazza, anche perché lancia certi messaggi ai tifosi».

A Diego Fuser sarebbe piaciuto giocare nella Lazio di Sarri?

«Io sono passato da Zeman e più o meno hanno le stesse idee. Io con lui mi sono trovato benissimo e ho imparato tante cose che prima non sapevo fare. Magari con Sarri avrei imparato tanto altro. Quindi assolutamente sì».